Hanno detto… sul numero 89, maggio 2026 • anno 8


Gianluca Di Loreto
Dopo due anni di attività più contenuta, il 2025 segna quindi un ritorno alle grandi operazioni tra le Case Auto e i loro fornitori, con livelli di deal value che non si osservavano dal periodo pre-pandemico. Nei primi tre trimestri dello scorso anno il valore medio delle operazioni ha toccato quota 1,2 miliardi di dollari, più del doppio dei livelli del 2023. I deal di scopo hanno rappresentato circa l’80% del volume complessivo delle transazioni, pur in un contesto che ha visto il ritorno di deal di scala di dimensioni rilevanti.
Il 2026 dell’industria automotive sarà fortemente influenzato dai cambiamenti geopolitici, dal riallineamento delle catene di fornitura (anche in conseguenza dei più recenti conflitti armati) e dalle evoluzioni tecnologiche. Nei prossimi mesi l’M&A sarà quindi uno strumento essenziale per mantenere la propria competitività e per l’Italia l’auspicio è che si continui ad investire sui deal in modo importante, visto il fabbisogno di consolidamento e la necessità ormai ineludibile di ridurre il grado di frammentazione del nostro settore automotive.

Andrea Ferretti
Ora, il punto delicato è cercare di capire se anche in Europa esiste, magari sotto la cenere, un rischio sistemico connesso ai fondi di private credit. La risposta non può che essere negativa per almeno 3 motivi: 1) è vero che il comparto si è sviluppato notevolmente in Europa negli ultimi anni, ma è cresciuto in maniera strutturale, in armonia con il credito bancario. Dunque, una evoluzione del credito alle imprese, non una occasione speculativa da sfruttare al meglio come accaduto negli USA; 2) proprio in quanto non dominato da logiche speculative, i fondi europei hanno diversificato i loro interventi privilegiando le aziende industriali radicate nel territorio rispetto alle aziende ad altissima redditività, ma più vulnerabili ai bruschi mutamenti dell’high tech. Tanto è vero che è raro trovare fondi europei di private credit che abbiano concentrazioni verso l’IT oltre l’1% del portafoglio; 3) su queste aziende, anche grazie alla presenza di incisivi controlli della vigilanza, i fondi effettuano di norma una scrupolosa analisi di merito creditizio.

Paolo Cento
Poco si parla della crisi del corpo intermedio: le società calcistiche gestori di grandi e piccoli club.
Con una battuta di diritto societario potremmo dire che in qualsiasi altra attività imprenditoriale ed economica il calcio sarebbe già fallito o, nella migliore delle ipotesi, posto in amministrazione controllata.
E in realtà nelle serie minori, dalla C in giù sono, sempre più le società calcistiche costrette a portare i libri in tribunali: fenomeno sottovalutato che qualche incidenza sul calcio maggiore e sui movimenti di giocatori deve pur avere avuto.

Rachele Stroppa, Associazione Antigone
Studi penali, criminologici e sociologici hanno ribadito più volte come, da un lato, interventi maggiormente repressivi non garantiscano più sicurezza e come, dall’altro, l’insicurezza percepita sia qualcosa di molto diverso dall’insicurezza derivante dalla criminalità reale. Infatti, l’idea di un’emergenza legata alla criminalità minorile risulta in larga parte amplificata dal dibattito mediatico e politico, più che supportata dai dati. Nel 2024 (ultimo dato disponibile) le segnalazioni di reati commessi da minori sono aumentate, ma la crescita si ridimensiona nettamente considerando i casi dei ragazzi presi in carico dai servizi di giustizia minorile (USSM), restando comunque sotto la media europea.
Si è diffusa una percezione di insicurezza che ha alimentato un vero e proprio panico morale, portando a interpretare comportamenti giovanili come questioni di ordine pubblico da risolvere con nuove normative a tutela della sicurezza pubblica.

Dimensione Informazione
Attraverso il meccanismo di adeguamento, si è deciso di procrastinare l’età del pensionamento, tenuto conto che ad una crescente aspettativa di vita avrebbe fatto seguito un analogo incremento del periodo di corresponsione della pensione.
Se è, quindi, chiaro l’intento dell’Esecutivo che, nell’ottica di far quadrare i conti, è nuovamente intervenuto per allontanare l’uscita dal lavoro, è altrettanto evidente come tale decisione, venendo direttamente ad incidere sulla sfera privata dell’uomo, più che del lavoratore, sarebbe potuta essere maggiormente condivisa, magari con un piccolo “ritocco” all’assegno mensile, il tutto sempre nella considerazione che un sistema pensionistico efficiente dovrebbe essere in grado di garantire alle future generazioni un valido supporto economico, direttamente proporzionale ai contributi da queste versati nel corso della loro vita lavorativa.

Dimensione Informazione
Significative si rilevano le sfide ancora da affrontare, tra queste, la mancanza di opportunità rispetto alle competenze, la percezione di un sistema precario con scarsa possibilità di crescita e dalla poca meritocrazia, un considerevole divario salariale, un evidente disallineamento tra il sistema educativo e le necessità del mercato, ma il tempo scorre, anzi corre e bisogna agire in fretta.
Non resta, quindi, che puntare con determinazione sui nostri giovani, supportandoli con strumenti sempre più adeguati e l’impegno da parte dell’intero contesto sociale nell’interesse del Paese, muovendo dalle famiglie, per proseguire con le scuole e per tutta la durata della loro vita lavorativa. Solo così sarà possibile invertire la triste tendenza dei “cervelli in fuga”.

Dimensione Informazione

Dimensione Informazione

Registrato al Tribunale di Roma il 19/09/2018, n. 155
Direttore: Roberto Serrentino

© Copyright 2024 | Dimensione Informazione
Tutti i diritti riservati

Privacy Policy Cookie Policy Cambia preferenze

Contatti:
Viale Giuseppe Mazzini, 134 - 00195 Roma
Telefono: 06.37516154 - 37353238
E-mail: redazione@dimensioneinformazione.com