L’Automotive globale –
fusioni e crescita nell’industria dell’auto


Dopo due anni di rallentamento, nel 2025 il settore automotive ha registrato a livello globale un deciso rimbalzo nell’attività di fusioni e acquisizioni. Il valore globale delle transazioni ha superato i 35 miliardi di dollari, mentre il valore medio delle operazioni è più che raddoppiato, raggiungendo 1,2 miliardi di dollari. I deal a carattere tecnologico – tra semiconduttori, elettronica e software engineering – hanno rappresentato più della metà delle fusioni e acquisizioni nel comparto nel corso dello scorso anno. Questa la sintesi di un anno di automotive con la lente dell’M&A, una prospettiva che garantisce una vista “di valore” del settore.

A livello mondiale la stagnazione dei mercati nordamericani ed europei e l’accelerazione del cambiamento tecnologico hanno infatti riportato l’industria automotive verso il deal-making. Le aziende stanno affrontando un periodo di evoluzione senza precedenti, caratterizzato da un aumento dei costi e da una forte pressione sui margini, pur dovendo investire in modo significativo in nuove competenze. In questo contesto, l’attività di M&A rappresenta una leva chiave per consentire alle aziende di sostenere i costi legati alla ricerca e allo sviluppo, ridurre le spese e rafforzare la propria posizione in una supply chain in progressiva contrazione.

L’Italia dal canto suo conferma la crescita continua dei deal già registrata nel 2024. A partire dal Covid il numero dei deal in Italia è cresciuto senza sosta, superando le 40 operazioni. Con la pandemia il nostro Paese ha finalmente capito che il tessuto industriale automotive era troppo frammentato e non poteva reggere le sfide regionali e globali che lo attendono, dando il via ad una serie di fusioni e acquisizioni che non sembra arrestarsi. Il tutto con una forte concentrazione sui settori della meccanica, nostro fiore all’occhiello, e della distribuzione (concessionari d’auto, officine e distributori di ricambi).

Il ritorno delle grandi operazioni e alti livelli di deal value

Dopo due anni di attività più contenuta, il 2025 segna quindi un ritorno alle grandi operazioni tra le Case Auto e i loro fornitori, con livelli di deal value che non si osservavano dal periodo pre-pandemico. Nei primi tre trimestri dello scorso anno il valore medio delle operazioni ha toccato quota 1,2 miliardi di dollari, più del doppio dei livelli del 2023. I deal di scopo hanno rappresentato circa l’80% del volume complessivo delle transazioni, pur in un contesto che ha visto il ritorno di deal di scala di dimensioni rilevanti. Da un punto di vista geografico i mercati europeo e nord-americano hanno mostrato segnali di stagnazione strutturale, con tassi di crescita molto contenuti. Al contrario, l’India è emersa come l’unico mercato globale – oltre alla Cina – a registrare una crescita significativa, alimentando una crescente attenzione verso partnership e joint venture.  Per Costruttori e fornitori globali la presenza in India diventa assolutamente strategica per accedere al mercato, localizzare le offerte, ottenere vantaggi di costo e servire una domanda interna in forte espansione. E lo stesso principio vale anche al contrario se consideriamo gli investimenti che proprio di recente gli operatori indiani stanno facendo in Italia (si pensi per esempio all’acquisizione di Iveco).

Software, AI e tecnologia al centro dell’M&A

Software, AI e tecnologia stanno ridefinendo l’industria automotive nel suo complesso. Questa dinamica si riflette però anche nell’attività M&A dello scorso anno: oltre la metà delle operazioni ha riguardato semiconduttori, elettronica, sensori e competenze di software engineering. I produttori di auto e i fornitori puntano quindi verso acquisizioni che contribuiscano a rafforzare la base elettronica e digitale dell’architettura dei veicoli di nuova generazione. Le aziende di hardware tradizionali stanno integrando sempre più competenze digitali per dirigere software stack destinati a definire le funzionalità dei veicoli del futuro. Nei prossimi anni assisteremo senza dubbio ad una crescita di partnership tra aziende automotive e software. La sfida futura consisterà però nel costruire team e competenze capaci di interpretare le esigenze dei consumatori, integrandole in soluzioni tecnologiche nei sistemi del veicolo. Un ruolo rilevante sarà giocato anche dal mondo della Difesa, che in Italia come in altri Paesi ha un ruolo chiave. Alcune recenti operazioni hanno infatti mostrato come player in ambito Difesa stiano attingendo selettivamente alle competenze dell’industria automotive per rafforzare o sviluppare sistemi. Allo stesso tempo, alcuni Costruttori automotive stanno valutando opportunità adiacenti al settore della Difesa come potenziale driver di crescita, in risposta alla stagnazione delle vendite globali di veicoli. In sintesi: un connubio interessante che vale la pena di esplorare, e le attività di M&A sono un primo passo fondamentale.

Le prospettive dell’M&A automotive nel 2026

Il 2026 dell’industria automotive sarà fortemente influenzato dai cambiamenti geopolitici, dal riallineamento delle catene di fornitura (anche in conseguenza dei più recenti conflitti armati) e dalle evoluzioni tecnologiche. Nei prossimi mesi l’M&A sarà quindi uno strumento essenziale per mantenere la propria competitività e per l’Italia l’auspicio è che si continui ad investire sui deal in modo importante, visto il fabbisogno di consolidamento e la necessità ormai ineludibile di ridurre il grado di frammentazione del nostro settore automotive.

Gianluca Di Loreto

Partner, Responsabile Settore Automotive Italia, Bain & Company

Registrato al Tribunale di Roma il 19/09/2018, n. 155
Direttore: Roberto Serrentino

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