Quote latte ultimo atto?


C’era una volta… E c’è ancora, ma speriamo per poco, il problema delle così dette “quote di latte”, che oltre trent’anni fa riempirono le pagine della cronaca nazionale a motivo delle vivaci proteste degli allevatori e produttori italiani di latte. L’Unione Europea, infatti, per contrastare l’eccesso di produzione di latte e garantire al settore lattiero adeguati livelli di redditività, aveva introdotto una serie di misure, tra le quali il così detto “superprelievo”, una sorta di imposta che avrebbe gravato sui produttori di latte in ragione del superamento della “quota” individuale (di produzione lattiera) assegnata a ciascun produttore, nell’ambito della quota nazionale stabilita dall’Unione Europea.

In verità l’Unione Europea aveva lasciato liberi gli stati membri di decidere se far gravare la quota nazionale sui produttori o sui trasformatori.

I “trasformatori” (come le centrali del latte) erano aziende, quindi conosciute e già sottoposte ad una serie di controlli (sanitari, ad esempio), ma all’epoca il Governo decise di far gravare il “superprelievo” sui produttori, cioè su di un universo di produttori, piccoli e grandi, suddividendo la quota nazionale in una miriade di quote individuali.

Quello che accadde è difficile descrivere in poche righe, ma sta di fatto che una misura motivata per garantire anche adeguati livelli di redditività dei produttori, piccoli e grandi, si è trasformata, almeno in Italia, nella causa di crisi di aziende soprattutto familiari e impoverimento di un segmento del mercato lattiero; a tacere delle gravi conseguenze umane e personali di tanti allevatori, soprattutto “piccoli allevatori”.

Che forse non avevano torto a protestare.

Seguirono interventi normativi nazionali, che non risolsero e anzi aggravarono la situazione, tanto che la Corte di giustizia dell’Unione Europea, tra il 2019 e il 2022, pronunciò una serie di sentenze che evidenziarono l’incoerenza della normativa nazionale in tema di compensazione e determinazione del prelievo nel regime delle quote latte: queste sentenze a loro volta determinarono, a livello nazionale, l’aumento del contenzioso giudiziario, sia in sede civile che in sede di giustizia amministrativa.

Si contarono e si contano migliaia di ricorsi individuali e anche numerosi ricorsi collettivi.

Il contenzioso giudiziario, per logica conseguenza, si risolse in svariate migliaia di sentenze, non tutte univoche e talvolta tra di esse contrastanti.

Le sentenze di accoglimento del giudice amministrativo disposero l’annullamento di migliaia di imputazioni e il ricalcolo del prelievo relativo a molte migliaia di imputazioni.

In questo quadro, pur se il sistema “Italia” del latte è ancora competitivo, si registra la riduzione del numero di allevamenti di piccole medie dimensioni (- 2/3% annuo), l’aumento dei costi di produzione (mangimi, energia, logistica), il crollo del prezzo spot del latte, che ha colpito soprattutto i produttori più piccoli.

In definitiva il sistema delle quote di latte sembra che abbia penalizzato soprattutto i piccoli produttori, che sono diminuiti, mentre, di contro, ha favorito la transizione verso un modello industriale di produzione lattiera, di tipo intensivo e maggiormente efficiente (se si guarda ai dati dell’export).

Nondimeno è ora di chiudere questa infinita storia delle “quote di latte”, che ha determinato nei confronti dell’Italia anche alcune procedure di infrazione; che soprattutto ha pesato sui piccoli produttori, sui piccoli allevatori, di fatto espungendoli dal mercato lattiero.

Con questo obiettivo, il Legislatore ha previsto nel 2024 e aggiornato nel 2025 l’istituzione di un “Organismo di composizione” delle situazioni debitorie connesse al prelievo supplementare, cioè alle “quote di latte”.

Compito dell’Organismo, che ha raggiunto la piena operatività solo alla fine del 2025, è quello di avviare procedure transattive (novità di assoluto rilievo!) relative ai debiti derivanti dal prelievo supplementare; di applicare una scontistica, secondo criteri previsti per legge, il tutto per chiudere questo capitolo di una storia che si è protratta per troppo tempo e che ha causato, al di là delle conseguenze economiche e/o di trasformazione di un mercato importante per l’Italia, non poche difficoltà umane e personali.

Angelo Canale

Presidente onorario della Corte dei conti - Presidente dell’Organismo di composizione delle situazioni debitorie connesse al prelievo supplementare /quote latte

Registrato al Tribunale di Roma il 19/09/2018, n. 155
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