IA. Nessuna macchina potrà mai sostituire l’uomo


Non passa giorno che, volenti o nolenti, ci troviamo investiti dal cyber mondo dell’intelligenza artificiale, ovvero dalla profonda rivoluzione che la più comune IA viene a generare sull’economia, sull’ambiente e sulla nostra vita quotidiana.

Siamo sommersi da articoli di stampa, trasmissioni TV e radio, che ci aggiornano, non solo sulle enormi potenzialità di questo straordinario nuovo strumento, ovvero sulla capacità di una macchina di svolgere compiti tipici dell’intelligenza umana, come ragionare, imparare e risolvere problemi, ma anche sui notevoli “risvolti” che ne caratterizzano un uso sempre più massiccio e generalizzato, basti richiamare il recente ultimo Rapporto Eudaimon-Censis sul welfare aziendale.

Nel Rapporto viene evidenziato il sempre più diffuso timore dei lavoratori di essere sostituiti dall’IA, e ciò nonostante che buona parte di essi ne riconosca i significativi benefici, fra i quali il miglioramento della qualità delle proprie incombenze.

Da un recente studio dell’Università australiana di Melbourne, condotto su un campione di quasi 50.000 persone distribuite in più di 40 Paesi, emerge come oltre l’80% degli intervistati percepisca i numerosi vantaggi della IA, ma che meno del 50% confidi su tale tecnologia e che quasi un terzo ha il timore di perdere il lavoro proprio a causa delle nuove tecnologie. In tale contesto non è così ultroneo ipotizzare che nei prossimi anni un lavoratore su quattro, soprattutto se dedito a mansioni ripetitive e di facile automazione, possa essere facilmente sostituito da una macchina. Si stima, infatti, che nel solo periodo 2023 – 2024 quasi mezzo milioni di posti di lavoro siano andati persi proprio per motivi legati all’intelligenza artificiale.

Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio cambiamento epocale, dove si contrappongono interessi economici, volti a ridurre costi, aumentare la redditività e velocizzare i processi lavorativi, e la necessità di difendere, non solo i posti di lavoro, ma anche il nostro pianeta e l’habitat in cui viviamo.

È infatti di tutta evidenzia come l’IA, oltre a richiedere una sempre più elevata quantità di energia (i data center risultano assorbire una significativa quota della capacità elettricità mondiale), generi un “preoccupante” impatto sul nostro pianeta, non solo per le ingenti emissioni di gas serra (circa il 3% del valore totale), ma anche per la sempre crescente necessità di acqua di raffreddamento, da cui un evidente e inevitabile aggravio sull’ormai cronica crisi idrica.

Di certo, l’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità di sviluppo che necessita, proprio per una sua generalizzata condivisione, di nuove e specifiche professionalità, ovvero di tecnici altamente specializzati in grado di gestire comandi, input e istruzioni per risolvere problemi sempre più complessi.

Solo in Italia nel corso del 2025 sono quasi raddoppiate le richieste di figure professionali capaci di rendere l’IA un sempre più valido ausilio al servizio dei cittadini, ovvero un supporto per migliorare abitudini e stile di vita.

Significativo è, in tal senso, l’aiuto offerto dall’intelligenza artificiale nel veicolare le scelte nel mercato dell’eCommerce, considerato che oltre il trenta percento degli italiani fa già ricorso all’IA nelle proprie operazioni online.

È quindi chiaro come sia necessario fornirsi di una puntuale e sempre aggiornata regolamentazione, capace, non solo di fugare ogni possibile paura legata alle conseguenze derivanti proprio dall’uso della IA, ma soprattutto di garantire all’uomo una chiara e indiscussa centralità in un mondo sempre più indirizzato verso l’innovazione e la digitalizzazione.

Va bene, quindi, proiettarci verso un mondo tecnologico, dove l’automazione costituisce un sempre più indispensabile supporto alle necessità umane, ma non si può dimenticare come sia l’uomo con la sua capacità e versatilità ad essere l’unico in grado di svolgere, non attraverso fredde logiche matematiche, ma con elasticità e fantasia, quelle complesse operazioni che una macchia non sarà mai in grado di affrontare in modo completo.

Proprio lo scorso giugno, il Consiglio dei Ministri ha così dato il via libera, attraverso l’approvazione di due decreti legislativi, all’attuazione del Regolamento Europeo n. 2024/1689, che ha istituito un quadro giuridico uniforme in tema di sviluppo, immissione sul mercato, messa in servizio e uso di sistemi di intelligenza artificiale nell’Unione Europea, garantendo nel contempo un livello elevato di protezione della salute, della sicurezza e dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e dalla Legge n. 132 del 2025, che disciplina in Italia lo sviluppo, l’adozione e l’uso dell’Intelligenza Artificiale.

Come puntualizzato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovanol’impostazione antropocentrica è caratteristica di tutti gli interventi contenuti nei due decreti: al centro non c’è la macchina ma la persona”. Dello stesso avviso il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha rimarcato come “L’IA è un importante strumento di supporto all’azione di polizia, senza mai sostituire il ruolo e le decisioni umane”.

Siamo di fatto nel pieno di una nuova era, che certamente cambierà profondamente le abitudini di vita. Sarà nostro compito sfruttare al meglio le evidenti opportunità che le nuove tecnologie ci stanno offrendo, senza in alcun modo dimenticare, forviati dai facili interessi economici, come nessuna macchina potrà e dovrà mai sostituire l’essere umano con tutte le sue capacità, intuizioni, e fragilità.

Dimensione Informazione

Dimensione Informazione

Registrato al Tribunale di Roma il 19/09/2018, n. 155
Direttore: Roberto Serrentino

© Copyright 2024 | Dimensione Informazione
Tutti i diritti riservati

Privacy Policy Cookie Policy Cambia preferenze

Contatti:
Viale Giuseppe Mazzini, 134 - 00195 Roma
Telefono: 06.37516154 - 37353238
E-mail: redazione@dimensioneinformazione.com