
Renato Martire
La crescita richiede una collaborazione stabile tra Stato, territori e sistema produttivo, valorizzando le competenze industriali e riducendo i divari territoriali che ancora caratterizzano molte aree del Paese.
Per questo il “dopo PNRR” non può essere affrontato come la semplice conclusione di una stagione straordinaria. Deve rappresentare anche l’inizio di una nuova stagione di politica industriale che continui a generare innovazione ed occupazione, accompagnando la crescita delle filiere industriali assicurando certezze normative, semplificazione amministrativa e continuità di investimenti.
Il successo del PNRR, in definitiva, non sarà misurato solo dalla quantità di risorse spese, ma anche dalla capacità di lasciare un Paese più competitivo per gli investimenti fatti e più attrattivo per quelli che si faranno.
Andrea Reale
È il frutto di una vittoria – quella al referendum costituzionale – vissuto dalle oligarchie interne dei magistrati come trionfo del conservatorismo e della tutela di una Costituzione formale, che sostanzialmente viene snaturata e violata ogni volta che si assegna al CSM una natura smaccatamente politicizzata e di rappresentanza per appartenenze.
La campagna referendaria, improntata alla paura e all’opportunismo, oltre che al disprezzo, se non al vero e proprio odio, nei confronti dei reprobi magistrati per il SÌ, ha innescato una Restaurazione preoccupante e che tradisce le aspettative dei più giovani magistrati senza appartenenze, oltre che di svariati milioni di italiani.
Proprio coloro che hanno combattuto per il NO, credendo in un ideale di rinnovamento e di autocritica, dovrebbero essere i primi a ribellarsi a questo stato di cose. Non credo, però, che ne abbiano la forza e la voglia.
Fabrizio Criscuolo
Ottenere il diploma è diventato un traguardo quasi automatico e necessitato. Il meccanismo dei crediti scolastici accumulati nei cinque anni garantisce quasi sempre un punto di partenza blindato prima ancora di aprire i libri a giugno. L’esame orale, un tempo temuto come un rigoroso banco di prova, viene spesso affrontato con il minimo sforzo necessario per confermare un voto già acquisito.
Per allineare il nostro esame agli standard dei maggiori paesi europei non ci sarebbe neppure bisogno di scomodare il passato; quel passato che per le generazioni che lo avevano sostenuto prima del ’68 alimentava, perfino a distanza di molti anni, incubi notturni e ricordi di una prova che esigeva uno sforzo di preparazione immane su programmi vastissimi. Basterebbe coltivare in concreto quell’idea, del resto fatta propria dalla nostra Costituzione, secondo cui a taluni traguardi accedono i capaci e i meritevoli, senza lasciare indietro nessuno ma facendo sì che tutti comprendano il valore del dovere, dell’impegno e del sacrificio.
Giuseppe Maria Cipolla
Se prima la pena era il deterrente per prevenire la commissione dei reati, adesso attraverso il pagamento integrale del debito o attraverso la dimostrazione della non imputabilità della crisi di liquidità la pena non fa più paura.
Siamo pertanto in presenza di un sistema a “geometria variabile” della punibilità: mentre in origine la risposta penale dipendeva soltanto dalla condotta illecita tenuta dal contribuente (in un rapporto azione/reazione tale per cui se hai violato la legge rispondi penalmente), oggi invece è modulata in funzione di una pluralità di variabili (nel senso che, anche se hai violato la legge, puoi dormire tranquillo perché penalmente non rispondi più).
Enrico La Loggia
Non sarebbe più opportuno costruire una unica difesa europea guidata da una comune politica estera con un unico responsabile? Avremmo due conseguenze positive: una voce potente per interloquire con il resto del mondo e una significativa riduzione complessiva della spesa militare. Non sarebbe poco se solo i partiti di qualunque colore si sentissero coinvolti nella scelta in ogni Paese e tutti i rispettivi governanti si mettessero d’accordo su una posizione unica. Allora sì che potremmo fare investimenti imponenti per creare migliori condizioni di vita per tutti i cittadini dalla sanità alla scuola, dalla casa ai servizi, dai trasporti all’accoglienza, che ci farebbero stare meglio nei rapporti con il resto del mondo. È un sogno? Forse. Ma qualche volta è bello sognare.
Dimensione Informazione
Solo in Italia nel corso del 2025 sono quasi raddoppiate le richieste di figure professionali capaci di rendere l’IA un sempre più valido ausilio al servizio dei cittadini, ovvero un supporto per migliorare abitudini e stile di vita.
Siamo di fatto nel pieno di una nuova era, che certamente cambierà profondamente le abitudini di vita. Sarà nostro compito sfruttare al meglio le evidenti opportunità che le nuove tecnologie ci stanno offrendo, senza in alcun modo dimenticare, forviati dai facili interessi economici, come nessuna macchina potrà e dovrà mai sostituire l’essere umano con tutte le sue capacità, intuizioni, e fragilità.