Hanno detto… sul numero 88, aprile 2026 • anno 8


Claudia Cattani
La dimensione sociale richiede sempre maggiore attenzione. Le disuguaglianze, l’accesso al credito, la crescente fragilità delle famiglie, le difficoltà dei giovani, la tenuta dei territori meno dinamici non sono temi separati dall’economia, al contrario ne sono parte integrante. Un tessuto sociale fragile genera rischi economici, riduce la fiducia, indebolisce la crescita. Per una banca, continuare a investire in inclusione finanziaria, in educazione, in strumenti che accompagnino le persone e le imprese nei momenti di transizione è una scelta che guarda al lungo periodo.
L’attenzione a questi temi è sempre maggiore e BNL BNP Paribas è un esempio di questo percorso, impegnata profondamente nel corso degli anni a stabilire politiche più inclusive, a partire dai clienti, sia che siano essi stessi promotori del cambiamento attraverso la loro impresa “ad impatto” o soggetti che possano non beneficiare delle tradizionali forme di credito.

Natalia Ceccarelli
La Politica ha commesso un errore imperdonabile.
Confidando nella forza incontestata del mandato elettorale, ha sottovalutato i magistrati che si organizzano per difendere lo status quo.
Ha identificato male l’avversario, assimilandolo a quei compassati tontoloni che amministrano la giustizia nelle aule di tribunale, talvolta svogliatamente, il più delle volte in grande affanno sulle carte.
Ha omesso di considerare che quelli che gestivano la campagna erano, invece, dei furbacchioni iperattivi, che, zitti zitti, stavano tramando per imprimere una sonora umiliazione a chi aveva osato progettare la riforma della magistratura senza interpellarli.
Bravi, sono stati bravi, non c’è che dire.

Rita Sanlorenzo
Da questo esito referendario non esce indebolita solo la maggioranza, tra l’altro squassata dopo il 23 marzo dai noti scandali che hanno portato a dimissioni fragorose, ma anche la politica stessa, più in generale: quasi come se tutta fosse stata sconfessata da un voto che è apparso, anche per l’alta adesione popolare, una forma di protesta contro la sua incapacità ad interpretare i bisogni degli italiani. Di tutto ha bisogno questo Paese, tranne che di un ulteriore dilagare del sentimento dell’antipolitica: e allora è urgente che per il bene del Paese da ogni parte ci si faccia carico della necessità indifferibile di rilanciare una potente iniziativa, guidata dalla politica, ma capace comunque di coinvolgere tutti gli operatori interessati, per agire nel senso di marcia del migliore funzionamento dell’amministrazione giudiziaria.

Giuliano Castiglia
Vere trionfatrici dalla consultazione referendaria sono state senza dubbio l’Associazione Nazionale Magistrati e le sue tradizionali correnti interne. Al grido “difendere la Costituzione”, sono riuscite in pieno a conservare intatto il nucleo profondo del proprio potere, fondato sulla possibilità di designare in esclusiva, secondo sistematici programmi a lungo termine, la composizione del CSM e, correlativamente, di condizionare politicamente l’amministrazione dei magistrati, e assicurato dal sistema elettoralistico di selezione dei componenti dell’organo di governo autonomo.
Laddove i partiti di opposizione erano finora sembrati totalmente impotenti, la magistratura associata, assistita da una macchina propagandistica rivelatasi altamente efficiente, è riuscita a mettere all’angolo la premier Giorgia Meloni.

Giuseppe Tripoli
Mettere un imprenditore di fronte alle proprie difficoltà vuol dire dargli una mano a capire come evitare di incorrere in errori analoghi, dargli gli strumenti non soltanto per sopravvivere ma anche per costruire qualcosa di nuovo, di più solido e potenzialmente durevole e competitivo rispetto al passato.
C’è un “però” che comunque va affrontato. Ed è quello legato al minor ricorso e minor successo della Composizione Negoziata tra le piccole imprese. Su questo occorre continuare a lavorare, per far loro conoscere di più e meglio la procedura e le opportunità che essa offre, considerando tra l’altro che proprio le piccole imprese rappresentano l’ossatura del nostro sistema produttivo. Questo è un importante compito per gli ordini professionali, dalle cui fila provengono gli esperti, e soprattutto per le associazioni di impresa, affinché aumentino la conoscenza di questo strumento tra gli associati.

Tony Sabatini
Medicina integrativa, complementare e alternativa sono termini spesso utilizzati in modo intercambiabile, ma il loro significato è diverso. Con medicina complementare si intendono pratiche non convenzionali utilizzate assieme alla medicina convenzionale (tradizionale). Il termine medicina alternativa si riferisce a pratiche non convenzionali utilizzate in luogo (al posto) della medicina convenzionale. Con medicina integrativa si intende un approccio al paziente che utilizza tutti gli approcci terapeutici adeguati (convenzionali e non) nell’ambito di un contesto che si concentra su salute, relazione terapeutica e soggetto nel suo insieme.

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