Hanno detto… sul numero 79-80, luglio/agosto 2025 • anno 7


Andrea Reale
Se la deontologia divenisse costume culturale e habitus quotidiano di ciascun magistrato, non ci sarebbe bisogno di procedere a quella rivoluzionaria riforma costituzionale del meccanismo di designazione dei suoi componenti che tanti auspicano, come chi scrive.
Le regole comportamentali deontologiche possono e dovrebbero diventare supporto culturale di ogni magistrato, specialmente di colui chiamato a svolgere le funzioni di componente del CSM.
Esse mi sembrano le uniche capaci, oggigiorno, di diventare lo strumento di una seria autoriforma della magistratura e il miglior modo per recuperare credibilità e autorevolezza perse nel corso degli ultimi anni e dopo gli ultimi scandali, e, come sottolineato nello stesso codice di condotta del CSM, il sistema per costruire e promuovere la fiducia dell’opinione pubblica nella magistratura.

Fabrizio Criscuolo
Le conseguenze del sempre più diffuso e sempre meno stigmatizzato consumo di droghe sono sotto gli occhi di tutti, nella misura in cui si associano, come rilevato, all’aumento della criminalità e della percezione di insicurezza, con innegabili ricadute anche sulle relazioni familiari, contesto in cui sempre più spesso la violenza in discorso trova sfogo.
Si tratta insomma, qualunque opinione si abbia al riguardo, di una vera e propria piaga sociale che esige di essere affrontata adottando possibilmente un approccio multidisciplinare che deve contemperare politiche di prevenzione, attraverso una capillare opera di informazione in ordine ai rischi, politiche di supporto adeguato, offrendo trattamenti e sostegni, e politiche repressive, applicando le leggi e garantendo l’ordine pubblico.

Federico Tedeschini
Gli errori giudiziari sono il prodotto di un insieme di cause che spaziano dall’abuso delle misure cautelari a scelte processuali viziate, passando per carenze sistemiche e pressioni esterne. Prevenire e correggere tali errori è un compito che riguarda – oltre al Governo e al Parlamento – l’intera società, chiamata a vigilare affinché la ricerca della verità non si trasformi mai in cieca difesa dell’efficienza o della sicurezza. Solo così la giustizia potrà riacquistare pienamente la sua funzione di tutela dei diritti e delle libertà di tutte le persone, senza sacrificare gli innocenti sull’altare della fretta o, peggio, della paura

Giuseppe Lepore
Nel 2023 le esportazioni italiane verso l’Arabia Saudita hanno raggiunto i 4,9 miliardi di euro, registrando un incremento del 19% rispetto ai 4 miliardi del 2022. Questo dato assume ancora maggior rilievo se consideriamo che l’Italia si colloca al secondo posto tra i fornitori europei del Regno, con una quota di mercato del 2,8%, posizionandosi dietro alla Germania che detiene il 4,3%, ma davanti a Regno Unito con il 2,15%, Francia con il 2,13% e Spagna con l’1,24%.
L’Arabia Saudita rappresenta oggi una delle più grandi opportunità di crescita per le imprese italiane sui mercati internazionali. La combinazione vincente tra l’eccellenza del Made in Italy e le ambizioni di trasformazione del Regno crea un terreno fertile per partnership di successo durature e proficue. In questo scenario dinamico e in continua evoluzione, il ruolo di MSDESK come facilitatore e partner strategico diventa fondamentale per costruire ponti duraturi tra l’Italia e il mondo arabo.

Enrico La Loggia
Sono la terza generazione di Politici dopo mio nonno e mio padre, impegnati per la nascita dello Statuto Siciliano, la sua piena attuazione e lo sviluppo della sua terra. È molto pesante, è come un imperativo morale, un compito dal quale mi è impossibile staccarmi. Sono riuscito ad ottenere l’ultimo contributo di solidarietà, ex articolo 38 dello Statuto Speciale Siciliano nel 2003. Dopo di allora nessuno se ne è interessato. Sono riuscito ad ottenere l’attuazione dell’articolo 37 nel 2005, ma nonostante una sentenza della Corte Costituzionale, quattro mozioni approvate dalla Camera dei Deputati non è stato ancora possibile renderlo operativo. Ma ci sto ancora lavorando. Sono convinto che il riscatto della Sicilia, la lotta alla mafia e l’assalto alla miseria morale e materiale passano dagli strumenti che devono, ripeto, devono essere assicurati ai Siciliani per fare sì che possano crescere camminando sulle loro gambe. E la piena attuazione dello Statuto va in questa direzione. E una lunga battaglia che potrà finire solo quando, come affermava mio padre “i bisogni non assurgeranno alla dignità dei diritti”.

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