Come è andata davvero.
Fatti ed episodi senza filtri dalla Prima Repubblica a Berlusconi


Durante la pandemia ho messo ordine all’archivio di famiglia e così dalle carte, dalle foto e dai libri sono emersi ricordi, pensieri, episodi di tanti periodi della mia vita. Ho ripreso due “cold case” sui quali la verità non era mai emersa con chiarezza: l’omicidio Tandoy e l’operazione Milazzo. Una sporca manovra di depistaggio di politicanti in combutta con la mafia, la massoneria e infedeli servitori dello Stato per stroncare la carriera politica di mio padre e impedirgli di essere nominato alla Presidenza del Banco di Sicilia. Ed una verità mai definitivamente accertata: la corruzione di 24 deputati regionali della maggioranza pagati trenta milioni di lire ciascuno per votare contro il governo La Loggia e favorire la nascita dell’operazione Milazzo. Un caso di corruzione oggi definitamente provato con la pubblicazione nel mio libro di una delle 24 foto delle ricevute rilasciate dai percettori. Si fa fatica a crederci!!! Ma è così. Un impegno che avevo assunto con mio padre e che ho voluto onorare.

Ho poi percorso le varie tappe del mio percorso con Berlusconi. Fatti, episodi, emozioni ricordati andando indietro nel tempo. Dall’ultima telefonata nella quale ho litigato con lui per le sue scelte dei collaboratori, dei consiglieri, dei rappresentanti nelle istituzioni imposti da interessi esterni certo non amichevoli né disinteressati. Ho fatto il paragone tra la vecchia squadra della quale mi onoro di aver fatto parte insieme con i protagonisti della rivoluzione liberale come Colletti, Rebuffa, Vertone, Martino, Urbani, Pisanu, Scajola e chi oggi rappresenta il Partito per l’ordinaria amministrazione privo di un progetto e tanto meno di una visione. Berlusconi sì che aveva una visione ed era capace di coinvolgere le persone facendo intravedere il futuro del nostro Paese. Ho raccontato tanti episodi vissuti da protagonista o da testimone come quando ho assistito alla fuga di Dini per ricevere l’incarico di formare un nuovo governo: “vado e torno subito” ci disse, ma non torno ‘ più e non si fece più trovare. O quando portai a Berlusconi la proposta di Maccanico di formare il nuovo governo ma con la condizione di realizzare il semipresidenzialismo alla francese. Tentativo bocciato da Fini e Casini che pensavano di andare alle elezioni nel ‘96 per perderle e indebolire Berlusconi. O quando presi in castagna Prodi mettendolo in contraddizione con sé stesso ricevendone un poco garbato vaffa…. E andando a ritroso sino alla scelta di nominarmi presidente del gruppo dei senatori e alle battaglie parlamentari sulla par condicio, sulla bioetica, sui trapianti ecc. Sino al nostro primo incontro e all’interrogatorio al quale lo sottoposi per sapere chi fosse e che progetto avesse.
E prima ancora le mie esperienze come assessore della giunta Orlando del comune di Palermo e le battaglie per sottomettere la burocrazia per indurla a rispettare la legalità. E alle minacce ricevute dalla mafia. E alla ricostruzione del perché tramontò la cosiddetta primavera di Palermo con la bocciatura della mia candidatura a Sindaco già decisa dalla Direzione nazionale della DC per il dopo Orlando, da parte di esponenti della corrente morotea.
Sono la terza generazione di Politici dopo mio nonno e mio padre, impegnati per la nascita dello Statuto Siciliano, la sua piena attuazione e lo sviluppo della sua terra. È molto pesante, è come un imperativo morale, un compito dal quale mi è impossibile staccarmi. Sono riuscito ad ottenere l’ultimo contributo di solidarietà, ex articolo 38 dello Statuto Speciale Siciliano nel 2003. Dopo di allora nessuno se ne è interessato. Sono riuscito ad ottenere l’attuazione dell’articolo 37 nel 2005, ma nonostante una sentenza della Corte Costituzionale, quattro mozioni approvate dalla Camera dei Deputati non è stato ancora possibile renderlo operativo. Ma ci sto ancora lavorando. Sono convinto che il riscatto della Sicilia, la lotta alla mafia e l’assalto alla miseria morale e materiale passano dagli strumenti che devono, ripeto, devono essere assicurati ai Siciliani per fare sì che possano crescere camminando sulle loro gambe. E la piena attuazione dello Statuto va in questa direzione. E una lunga battaglia che potrà finire solo quando, come affermava mio padre “i bisogni non assurgeranno alla dignità dei diritti”.

Enrico La Loggia

Presidente degli ex Parlamentari Nazionali della Sicilia, già Ministro per gli Affari Regionali

Registrato al Tribunale di Roma il 19/09/2018, n. 155
Direttore: Roberto Serrentino

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