Musulmani, Cristiani e il dialogo interreligioso

Tutti noi, cristiani, musulmani, ebrei e membri di altre tradizioni religiose, abbiamo bisogno di incontrarci per dialogare, conoscerci, valorizzarci e lavorare insieme per un futuro migliore per tutti.

Il 19 agosto 1985 Papa Giovanni Paolo II visitò il Marocco. Sua Maestà il Re Hassan II, invitò il Papa a rivolgersi ai giovani marocchini a Casablanca e fu la prima volta nella storia che il Capo della Chiesa cattolica si rivolgeva a giovani musulmani. Il Papa, rivolgendosi ai circa 80.000 giovani marocchini, disse:

“Cristiani e musulmani, abbiamo molto in comune, come credenti e come persone. Viviamo nello stesso mondo, segnato da tanti segni di speranza, ma anche da tanti segni di angoscia. Abramo è per noi lo stesso modello di fede in Dio, di sottomissione alla sua volontà e di fiducia nella sua bontà. Crediamo nello stesso Dio, il Dio unico, il Dio vivente, il Dio che crea i mondi e porta le sue creature alla loro perfezione.”

“Il dialogo tra cristiani e musulmani è oggi più che mai necessario. Nasce dalla nostra fedeltà a Dio e presuppone che sappiamo riconoscere Dio mediante la fede e testimoniarlo con parole e opere in un mondo sempre più secolarizzato e talvolta anche ateo.”

“I giovani possono costruire un futuro migliore se prima ripongono la loro fede in Dio e si impegnano a costruire questo mondo nuovo secondo il disegno di Dio, con sapienza e fiducia.”

Il 28 aprile 2017, durante la sua visita in Egitto, Papa Francesco incontrò lo sceicco dell’università di al-Azhar. Questo è stato un evento molto importante nel campo del dialogo, soprattutto interreligioso. Siamo sempre chiamati a camminare insieme, convinti che il futuro di tutti dipende anche dall’incontro tra le religioni e le culture. In questo senso, i lavori del Comitato Congiunto per il Dialogo tra il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e il Comitato per il Dialogo al-Azhar ci offre un esempio concreto e incoraggiante.

La visita di Papa Francesco al Re del Marocco e al popolo marocchino (musulmani, ebrei e cristiani) è stato un momento molto bello e ricco di messaggi. Sua Maestà il Re Mohammed VI e Sua Santità Papa Francesco, nei loro discorsi nell’esplanade de la Torre di Hassan, hanno segnato la nuova tappa che deve percorrere il dialogo interreligioso, una nuova tappa in cui il Marocco si è già immerso con intensità.

Penso che sia opportuno conoscere le parole utilizzate dal Re del Marocco, parole colme di saggezza: Non abbiamo mai smesso di cercare Dio oltre il silenzio, oltre le parole e al di là del conforto dei dogmi, affinché le nostre religioni restino ponti privilegiati e illuminati e affinché siano lezioni e messaggi dell’Islam delle luci.

Il dialogo tra le religioni abramitiche è chiaramente insufficiente nella realtà di oggi. Nel momento in cui i paradigmi si trasformano, ovunque e su tutto, anche il dialogo interreligioso deve cambiare.

Il dialogo basato sulla “tolleranza” ha richiesto un tempo molto lungo e articolato, senza tuttavia raggiungere il suo fine. Le tre religioni abramitiche non esistono per tollerarsi, per rassegnazione fatalistica o accettazione altezzosa.

Esse esistono per aprirsi l’una all’altra e per conoscersi, in una coraggiosa gara per farsi del bene a vicenda…I radicalismi, siano essi religiosi o meno, sono basati sulla non conoscenza dell’altro, sull’ignoranza dell’altro, sull’ignoranza in generale.

Mi piace dire come questa visita abbia definitivamente segnato la fine di una tappa basata sulla tolleranza e sulla convivenza, due parole che tante volte sono state ripetute sul Marocco e sul rapporto tra le religioni qui presenti. La tolleranza è un concetto alquanto limitativo perché può dare l’impressione che si tollera ciò che non si può cambiare o sopprimere. “Le tre religioni abramitiche non esistono per tollerarsi a vicenda… Esistono per aprirsi e conoscersi, in una valorosa gara per farsi del bene” (Mohammed VI). La convivenza pacifica è il primo gradino del rispetto, che deve però condurre alla condivisione fraterna, all’aiuto reciproco e all’amore.

Sono convinto che l’Occidente indifferente, materialista, edonista abbia bisogno di valori che solamente la spiritualità e la fede in Dio Padre di tutti può donarci, affinché il nostro mondo conosca giorni sereni e pacifici, che nascono da cuori rinnovati alle sorgenti della fede in un solo Dio.

Mons. Vito Rallo

già Nunzio Apostolico in Marocco

Registrato al Tribunale di Roma il 19/09/2018, n. 155
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