La Corte dei Conti nel panorama internazionale

La Corte dei conti, organo a rilevanza costituzionale, esercita, come è noto, funzioni giurisdizionali e di controllo.
Essa è prevalentemente conosciuta per l’attività che svolge nei confronti delle Amministrazioni dello Stato, degli enti pubblici nazionali e delle autonomie territoriali (Regioni, Comuni e Province), oltre che del servizio sanitario nazionale.
Da molti anni, tuttavia, la Corte dei conti è anche presente nel contesto internazionale, e contribuisce, in vario modo, al funzionamento di diversi organismi sovranazionali e allo sviluppo dei principi e delle metodologie comuni alle Istituzioni superiori di controllo di tutto il mondo.
Innanzitutto, un magistrato della Corte italiana fa parte, secondo il Trattato sul funzionamento dell’UE, della Corte dei conti europea. Quest’ultima ha il compito istituzionale di assicurare il controllo dei conti dell’Unione, e persegue, da un lato, l’obiettivo di migliorarne la gestione finanziaria, e, dall’altro, quello di rendere note ai cittadini europei le modalità con cui i fondi pubblici sono impiegati da parte delle autorità responsabili della loro gestione.
La Corte contribuisce, con i propri magistrati, al funzionamento degli organi di revisione di diversi altri soggetti che fanno capo all’Unione, come, ad esempio, ATHENA, meccanismo che gestisce il finanziamento dei costi comuni delle operazioni militari dell’UE.
Nell’ambito degli impegni che gravano sullo Stato italiano in quanto fondatore della NATO, inoltre, un magistrato della Corte dei conti siede nel Collegio internazionale dei revisori (International Board of Auditors) di questa organizzazione, che ha, quale principale funzione, quella di garantire al Consiglio della NATO e ai governi degli Stati membri il corretto utilizzo delle risorse comuni.
Una specifica “vocazione” internazionale caratterizza, poi, l’attività della Sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali. Si tratta di una Sezione centrale della Corte la quale, oltre ad approvare, ogni anno, una relazione sui rapporti finanziari dell’Italia con l’Unione Europea e sull’utilizzazione dei fondi europei, svolge le funzioni di external auditor per diverse agenzie specializzate dell’ONU: attualmente, la ITU (International Telecommunication Union) e la ICAO (International Civil Aviation Organization).
Sul versante delle funzioni giurisdizionali, va ricordato il rapporto di collaborazione che da molti anni la Corte dei conti intrattiene con l’OLAF, Ufficio europeo per la lotta anti-frode, che indaga sui casi di frode ai danni del bilancio dell’UE e di corruzione all’interno delle istituzioni europee. Sulla base di un accordo stipulato con la Procura Generale della Corte, le due Istituzioni condividono le informazioni rilevanti per l’attività di ciascuna di esse. È stato proprio grazie alle segnalazioni di danni al bilancio dell’Unione pervenute dall’OLAF che il pubblico ministero ha potuto esercitare l’azione di risarcimento del danno erariale nei confronti di cittadini o imprese aventi sede nel territorio nazionale, contribuendo, così, in modo efficace al contrasto del fenomeno delle “frodi europee”.
La collaborazione con l’OLAF va oltre, includendo iniziative di formazione e di training. Nel 2020, ad esempio, si svolgerà un ciclo di seminari, organizzato dalla Procura Generale e dal COLAF (Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione Europea della Presidenza del Consiglio dei ministri) e finanziato dalla Commissione europea, sui rapporti tra l’Ufficio anti-frode e le magistrature penali e contabili e le forze di polizia dei vari Paesi europei.
Accanto a queste attività, vi è il settore delle relazioni internazionali, che la Corte dei conti intrattiene con le Istituzioni omologhe nell’ambito dell’International Organization of Supreme Audit Institutions (INTOSAI).
Si tratta di un’organizzazione, fondata nel 1953, che riunisce, ad oggi, le Istituzioni superiori di controllo di quasi tutto il mondo, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione e lo scambio di idee e di good practices e di consentire loro di coadiuvare i rispettivi governi nel migliorare i servizi pubblici e nel garantire trasparenza e accountability.
Non tutte le Istituzioni superiori di controllo, peraltro, sono dotate, al pari della Corte dei conti, di funzioni giurisdizionali. Molte di esse, infatti, sono investite unicamente di funzioni di audit. L’esigenza di favorire lo scambio di conoscenze e di esperienze anche nel settore della giurisdizione ha portato all’istituzione di un Forum of the Supreme Audit Institutions with jurisdictional functions, che include 31 partecipanti tra cui la Corte dei conti, e che si è riunito per la prima volta a Parigi nel novembre 2015.
In quell’occasione, le Istituzioni aderenti al Forum hanno iniziato a delineare una possibile “base condivisa” della propria attività. È, così, iniziato un proficuo dibattito tra i rappresentanti dei vari Paesi, che ha portato alla stesura di un documento, il cui contenuto è stato, progressivamente, perfezionato nelle riunioni del Forum tenute ad Abu Dhabi, a Marrakech, a Santiago del Cile e a Istanbul.
In occasione del Congresso INTOSAI di Mosca, svoltosi nel settembre 2019, il testo definitivo del documento, intitolato Principles of jurisdictional activities of SAIs, è stato approvato all’unanimità dall’assemblea dell’INTOSAI, ed è stato inserito tra i core principles di quest’ultima con il numero P-50 (www.issai.org).
Oggi, dunque, le Istituzioni superiori di controllo con funzioni giurisdizionali dispongono di un quadro di riferimento comune. Si tratta di principi, quali quelli dell’imparzialità del giudice, del giusto processo e della ragionevole durata dei giudizi, che riflettono valori consacrati dalla Costituzione della Repubblica italiana e dalle principali Convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo.
La loro condivisione da parte dell’INTOSAI ha costituito un risultato di fondamentale importanza, al cui raggiungimento la Corte dei conti ha contribuito in modo significativo, confermando di essere – quanto a organizzazione, articolazione delle funzioni e risultati concreti ottenuti – un modello cui le corrispondenti Istituzioni degli altri Paesi, europei ed extraeuropei, guardano con estremo interesse.