Il futuro dell’impresa. Quali traguardi per MBDA

L’impresa è una realtà organizzativa complessa, un’entità concepita per raggiungere uno scopo duraturo nel tempo e quindi destinata a fare i conti col proprio futuro.
Questa affermazione semplice sottende tuttavia la difficile arte del governo delle scelte manageriali, che richiedono capacità gestionali con lo sguardo rivolto avanti nello spazio e nel tempo, capacità oggi riassunte nell’anglicismo vision.
La scelta strategica operata da Finmeccanica nel 2001 di entrare in MBDA, società nel settore missilistico già costituita tra Airbus e British Aerospace, ne rappresenta un esempio. Infatti, in quella fase andava colta la prospettiva di sviluppo verso un gruppo industriale organizzativamente integrato a livello europeo.
Vista con gli occhi di oggi, appare chiaro il valore della scelta di allora di non restare chiusi in una dimensione nazionale. Essa, certamente, non sarebbe stata sufficiente a mantenere ed accrescere le competenze connesse ai nuovi e sempre più impegnativi programmi, in un contesto economico di risorse pubbliche decrescenti. Quello della difesa, infatti, è un settore industriale ove per passare dalla fase di concezione a quella di realizzazione di un programma/prodotto necessitano tempi lunghi, rilevanti costi non ricorrenti e personale altamente specializzato e competente.
In altri termini, se Finmeccanica non avesse avuto una vision per il settore missilistico, avrebbe operato scelte in continuità con il passato, restando probabilmente schiacciata nella propria dimensione nazionale, insufficiente a sostenere gli elevati costi dell’evoluzione tecnologica.
Grazie a quella scelta, dopo 20 anni, MBDA Italia è parte dell’unico gruppo integrato nel quale la collaborazione industriale tra Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito è l’elemento fondamentale, che sta consentendo di affrontare con concretezza anche le problematiche che un evento “traumatico” come la BREXIT pone.
Come si siano evolute le vicende politiche europee è sotto gli occhi di tutti, mentre più settoriale e di ambito industriale è la conoscenza dei risvolti che detta evoluzione ha avuto ed ha su un gruppo come MBDA e sulle singole realtà nazionali ad essa sottostanti.
In tale prospettiva, è giusto chiedersi come MBDA Italia contribuisca al sistema dell’economia nazionale (ed europea) e al suo futuro, e se essa possa essere annoverata tra le leve utili a realizzare quelle politiche di ripresa e rilancio del Paese, necessarie per proiettarsi verso il futuro.
Nella letteratura economica molte fonti concordano nel riconoscere agli investimenti nel settore della Difesa più elevate capacità di generare effetti moltiplicativi rispetto ad altri settori industriali.
Quale migliore “garanzia” per il futuro di quella rappresentata dalla capacità di produrre reddito e benessere?
L’applicazione del metodo dei moltiplicatori alla realtà di MBDA Italia evidenzia che 1€ di gettito fiscale MBDA ne genera complessivamente oltre 2 nel sistema e che, a fronte di 1€ investito dalla Difesa per sviluppi nei sistemi missilistici, si verifica sull’economia un impatto pari a oltre 3,3€.
Peraltro, è opportuno evidenziare che l’azienda impiega in Italia circa 1.500 persone, previste in ulteriore incremento già nel 2021, impegnate per oltre il 70% su attività tecniche di ingegneria e produzione ai più alti livelli degli standard internazionali.
Pertanto, al beneficio economico evidenziato dai moltiplicatori, è associato un livello qualitativo delle risorse umane molto elevato e adeguato ad affrontare attività sul front end tecnologico, anche a carattere duale.
Di interesse per lo sviluppo dell’intera economia è inoltre la capacità di MBDA Italia a sostenere una filiera industriale sul territorio nazionale, mantenendo, naturalmente, un rapporto privilegiato con il proprio azionista di riferimento Leonardo.
Merita inoltre sottolineare come MBDA Italia rappresenti, nel panorama industriale italiano, da un canto un’opportunità per il consolidamento e lo sviluppo di relazioni con i campioni europei Airbus, BAes, dall’altro, un punto di osservazione privilegiato nell’evoluzione dell’industria della difesa europea e dei rapporti con gli USA. Tale connotazione dell’azienda deriva, oltre che dal proprio assetto azionario e dal sistema di governance, anche dalla rete degli accordi di programma bi-multilaterali sottoscritti, ancora prima della nascita del gruppo europeo, grazie a specifici accordi governativi.
Per il sistema economico nazionale, MBDA Italia rappresenta, pertanto, un volano di sviluppo che, ben oltre la portata dei suoi fondamentali di natura finanziaria, è in grado di contribuire attivamente a tenere agganciato il Paese all’Europa (atlantista), garantendole la vitalità necessaria a superare la crisi attuale, per affrontare con adeguate energie il futuro.
Quali sono, per concludere, le sfide che MBDA Italia è chiamata ad affrontare nell’immediato futuro? Quanto l’evoluzione del contesto di riferimento nazionale potrà influire sulla nostra capacità di continuare a giocare il ruolo di “campione italiano”, in Europa e per l’Italia, nel settore missilistico?
Ebbene, innanzitutto è innegabile che un adeguamento ai livelli dei nostri partner europei della percentuale dei fondi per il procurement, che il nostro Ministero della Difesa destina proprio al settore missilistico appare necessario, in particolare con riferimento ai grandi programmi di cooperazione europea, in cui le potenzialità di MBDA di vedere accresciuto il proprio ruolo industriale sono frustrate da una perdurante sproporzione tra quanto sono in grado di investire i nostri partner, Francia in primis, e quanto riusciamo a fare noi, per non parlare della rapidità di formalizzazione delle decisioni, che spesso ci penalizza ulteriormente.
Un rafforzamento del ruolo dell’industria nazionale nei più importanti programmi di collaborazione attualmente in corso, come quelli relativi al missile ASTER o al METEOR, permetterebbe inoltre di posizionare favorevolmente il nostro Paese anche su nuove iniziative, sia quelle alle quali l’Italia ha già aderito, come il caccia di 6° generazione TEMPEST, sia quelle nelle quali abbiamo per il momento solo dimostrato interesse ad entrare in un secondo momento, come il nuovo missile da crociera ed antinave franco-britannico FCASW o lo sviluppo di sistemi ipersonici.
Si auspica che MBDA Italia sia messa in condizione di sviluppare al meglio il suo ruolo nel quadro della partecipazione italiana nei programmi finanziati dal Fondo Europeo Difesa – EDF ed in quelli in ambito PESCO, come il primo passo dell’Unione verso una futura capacità autonoma di difesa anti-missile rappresentato dal progetto Twister. Tutto questo, ed è un tema da non sottovalutare, garantendo ad un partner come il Regno Unito di poter continuare a giocare il ruolo centrale nella difesa europea che storia, valori condivisi e capacità tecnologica ed industriale continuano ad assegnargli, Brexit o non Brexit.