Speciale legal community. Studio Chiomenti

Risponde Filippo Modulo, managing partner Studio Chiomenti*

Considerati gli importanti costi di struttura, le minori vocazioni nello svolgere la professione di avvocato e la clientela sempre più sofisticata che, nella scelta di una legal firm, si indirizza verso quella più specializzata per la risposta al problema specifico, è ancora attuale il sistema dello studio “full service”, o può tornare in auge lo studio “boutique”, con minori competenze, ma altamente specializzato e qualificato per le più contenute materie che tratta (scelta di prodotto)?
L’evoluzione organizzativa e strutturale è funzione del posizionamento di mercato e della tipologia di assistenze prestate da ciascuno studio. per quanto riguarda Chiomenti, stiamo puntando ad essere un punto di riferimento di alto livello, per la gestione di questioni complesse o straordinarie in relazione alle quali è necessario garantire eccellenze professionali che sappiano mettere a fattor comune le diverse competenze e specializzazioni. Idealmente una grande “boutique” di dimensioni e raggio d’azione idonei a servire clientela e operazioni sofisticate.

Innovazione, digitalizzazione, sostenibilità, intelligenza artificiale, tutti concetti cui non si può prescindere nel pensare alla legal identity del futuro.
Innovare e guardare al futuro è fondamentale, occorre anticipare le direzioni del mercato e le esigenze che non siano già gestibili in via ordinaria, preparando soluzioni per la clientela. La sostenibilità è un tema chiaro che tutti devono affrontare con il massimo impegno, noi abbiamo lanciato una campagna di azione che abbiamo chiamato wecare che pure ci dà una direzione per il futuro sulle persone e sui comportamenti. Anche l’intelligenza artificiale è una realtà imprescindibile, patrimonio di tutti, da calibrare naturalmente rispetto alle concrete esigenze dell’organizzazione e dei clienti.

L’uso degli algoritmi nel processo civile: c’è spazio per una giustizia predittiva?
La giustizia è un bene fondamentale del nostro ordinamento, la rule of law è un pilastro di ogni democrazia cui dobbiamo guardare e che deve essere definita nelle sue regole dal parlamento e, per quanto di competenza, dal governo ed amministrata dalla magistratura. Ben venga l’uso degli algoritmi o dell’intelligenza artificiale, ma quale strumento a beneficio delle persone che amministrano la giustizia che meritano per questo più risorse e grande rispetto.

Diritto, giustizia e società. Tre concetti autonomi, intimamente connessi. Perché l’esigenza di dare rango costituzionale al giusto processo? Perché la necessità di sottolineare la ragionevole durata del processo?
Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge e il processo deve essere giusto per definizione, per assicurare la fiducia dei cittadini nella giustizia. Questo diritto e protezione ha e deve mantenere rango costituzionale perché ogni mutamento deve riflettere un consenso sociale diffuso e non contingente. Per quanto riguarda la necessità di ricercare una ragionevole durata del processo, appare evidente come ogni cittadino senta l’esigenza di ottenere giustizia nel tempo necessario per una corretta istruttoria, confronto tra le parti e analisi di questioni spesso complesse da parte dei giudicanti. Quando tuttavia il tempo impiegato viene percepito come troppo esteso in ragione di fattori esterni alla questione oggetto del giudizio, viene intaccata la percezione di giusto processo e su questo fattore è importante riflettere ed intervenire.

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(*) Risposte estese solo alle domande considerate in linea con lo Studio Chiomenti.