Speciale legal community. Legance – Avvocati Associati

Risponde Alberto Giampieri, senior partner Legance – Avvocati Associati

Studi legali integrati, all’interno dei quali confluiscono professionalità diverse per un’assistenza globale a clienti sempre più esigenti con problematiche da trattare ancor più trasversali e interdisciplinari, sono oggi chiamati a considerare nella propria organizzazione anche la legal tech, cioè la consulenza legale volta ad affrontare tematiche di digital transformation e innovazione.
I grandi studi legali inevitabilmente si debbono confrontare con lo sviluppo dell’economia e con quello tecnologico. Ancorché risulti importante la creatività e la componente intellettuale del professionista, è sempre più evidente che l’attività professionale in realtà come quelle dei grandi studi legali richieda un significativo supporto tecnologico ed una apertura mentale verso questi fenomeni.

Considerati gli importanti costi di struttura, le minori vocazioni nello svolgere la professione di avvocato e la clientela sempre più sofisticata che, nella scelta di una legal firm, si indirizza verso quella più specializzata per la risposta al problema specifico, è ancora attuale il sistema dello studio “full service”, o può tornare in auge lo studio “boutique”, con minori competenze, ma altamente specializzato e qualificato per le più contenute materie che tratta (scelta di prodotto)?
Nella realtà economica italiana ed alla luce delle mutate esigenze del mercato internazionale, lo studio boutique potrà ancora avere un ruolo ma limitatamente a specifici settori ed a situazioni molto particolari che a mio modo di vedere andranno a diminuire nel tempo. La divaricazione tra boutique quale sinonimo di eccellenza ed i grandi studi si è andata assottigliando nel corso degli anni anche in settori quali quelli del contenzioso e del fiscale che tradizionalmente erano appannaggio delle boutique. Anche le realtà economiche più piccole tendono sempre di più a prediligere strutture organizzate in grado di fornire servizi integrati.

Innovazione, digitalizzazione, sostenibilità, intelligenza artificiale, tutti concetti cui non si può prescindere nel pensare alla legal identity del futuro.
L’innovazione è stata sempre un focus di Legance che negli anni si è sempre distinto dimostrando significative capacità innovative rispetto al mercato, accompagnate dalla esigenza di mantenere un elevatissimo livello dei servizi legali. La digitalizzazione, la sostenibilità e l’intelligenza artificiale sono sicuramente componenti imprescindibili per uno studio legale d’affari moderno. È forse troppo presto per dire che l’intelligenza artificiale finirà per sostituire il professionista ma sicuramente costituirà un elemento imprescindibile dell’attività legale.

La salvaguardia dell’istituto della prescrizione nel processo penale: una motivazione in più e diversa, rispetto a quanto ampiamente detto fino ad oggi da giuristi e operatori del diritto, da indirizzare al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede?
Sul profilo della prescrizione, pur non essendo un penalista, ritengo non adeguato ad un sistema di giustizia moderno l’esigenza di intervenire sullo strumento della prescrizione per curare l’inefficienza della giustizia. Incremento delle risorse, maggiore tecnologia, introduzione di strumenti di snellimento del processo nel rispetto del diritto di difesa sono rimedi più che adeguati per curare il problema. La certezza di un giusto processo in tempi ragionevoli credo sia un elemento imprescindibile per una società democratica.

Quale riforma per il processo tributario? Ridurre da tre a due i gradi di giudizio (come vorrebbe il Presidente del Consiglio Conte)? Solo magistrati tributari togati, o mantenere la presenza dei professionisti nelle Commissioni Tributarie? E se la competenza passasse esclusivamente ai giudici della Corte dei Conti?
Il processo tributario e la riforma tributaria penso siano uno dei problemi più ricorrenti degli ultimi trenta anni nel paese. Non penso si debba anche qui ricorrere a due gradi di giudizio semplicemente perché non vedrei la differenza rispetto agli altri ambiti. Ritengo di contro che sarebbe importante partire dalle modalità di accertamento, dai tempi concessi per il ricorso e dalla necessità di rendere il procedimento quanto più possibile digitale fornendo ai giudici ed alle strutture in genere incentivi premianti per l’efficienza. Favorire anche il metodo di transazione potrebbe anche aiutare per scongiurare atteggiamenti dilatori così motivando al contenzioso solo coloro che ritengano di avere motivi validi di ricorso.

L’uso degli algoritmi nel processo civile: c’è spazio per una giustizia predittiva?
Non penso che allo stato l’algoritmo possa sostituire il giudice. Forse si potrebbero immaginare dei requisiti più stringenti per controversie ricorrenti quali condominio o infortunistica stradale imponendo che la richiesta di danno sia sempre e comunque basata su una perizia di soggetto indipendente.

Il Santo Padre, intervenendo a novembre 2019 al congresso mondiale dell’Associazione internazionale di diritto penale, ha detto: “Il principio di massimizzazione del profitto, isolato da ogni altra considerazione, conduce a un modello di esclusione che infierisce con violenza su coloro che patiscono nel presente i suoi costi sociali ed economici, mentre si condannano le generazioni future a pagarne i costi ambientali. La prima cosa che dovrebbero chiedersi i giuristi oggi è che cosa poter fare con il proprio sapere per contrastare questo fenomeno, che mette a rischio le istituzioni democratiche e lo stesso sviluppo dell’umanità”.
Credo che l’esigenza di porre attenzione alle esigenze più ampie della comunità sia un dovere etico per ogni giurista che andrebbe esercitato nel rispetto delle proprie convinzioni (non necessariamente religiose). La tutela dell’ambiente, la sostenibilità dell’impresa, il rispetto per i meno abbienti, le attività pro bono sono alcuni degli spunti da coltivare, che peraltro Legance persegue da tempo.

Diritto, giustizia e società. Tre concetti autonomi, intimamente connessi. Perché l’esigenza di dare rango costituzionale al giusto processo? Perché la necessità di sottolineare la ragionevole durata del processo?
Il giusto processo è l’elemento fondamentale di una società avanzata e la certezza dei modi e tempi del giudizio è l’elemento indefettibile. Più che il rango della norma sarei per la introduzione di regole precise che impediscano, da un lato, nocivi atteggiamenti dilatori, ma assicurino, dall’altro, la certezza del processo in tempi ragionevoli.