ROMA FUTURA 2030-2050 – Un Masterplan per la città più bella del mondo

“Il cielo azzurro, esatta e chiara luce di Roma, me lo conferma anche oggi, nel nitore di questo mattino invernale. Questa Roma ancora esiste, irresistibile: ma per quanto?”. Questo si chiedeva lo scrittore Raffaele La Capria più di 40 anni fa riflettendo sulla città che lo aveva adottato e che amava profondamente. Eppure queste parole sembrano scritte oggi, perché descrivono perfettamente quella sensazione di stupore e inquietudine che abbiamo passeggiando per le strade della nostra Capitale.
È evidente, quindi, che Roma è da sempre una città tanto straordinaria, quanto complessa, che ha dovuto fare i conti spesso con la scarsa capacità di gestire il cambiamento, di trasformarsi con lungimiranza e non in emergenza.
Come Presidente di Unindustria, sin dal mio insediamento nel 2016, ho sottolineato che il problema di Roma è l’assenza di una visione. Sono oltre 20 anni che manca, quando invece proprio la pianificazione del futuro deve essere la principale prerogativa della politica e di chi è chiamato a guidare l’amministrazione di una città importante come questa. Si tratta di una visione che deve avere a cuore un costante miglioramento della qualità della vita dei cittadini e che non può prescindere dalla creazione delle condizioni per favorire quell’effervescenza economica, essenziale per creare la ricchezza necessaria per svilupparsi e trasformarsi intelligentemente.
Insieme a The European House Ambrosetti, abbiamo messo a punto “Roma Futura: 2030-2050”, una matrice metodologica per un Masterplan basata su un’analisi degli scenari strategici e delle possibili traiettorie su cui pianificare lo sviluppo con due orizzonti di riferimento, il 2030 e il 2050, perché queste sono le dimensioni temporali che permettono di programmare quei progetti in grado di cambiare concretamente la città, ponendosi obiettivi ambiziosi e misurabili.
Come industriali abbiamo la responsabilità di agire e di essere un interlocutore propositivo. È essenziale per il tessuto imprenditoriale e produttivo operare all’interno di un territorio in grado di attrarre investimenti, competenze, conoscenza e innovazione.
Tutte le maggiori città del mondo si sono dotate di una strategia di sviluppo e di una pianificazione almeno ventennale. Mentre Roma no. Per questo Unindustria ha deciso di mettere a disposizione una riflessione di questo tipo. Non abbiamo formulato indirizzi politici e progetti pre-confezionati. Tocca alla politica pianificare il futuro, noi imprese diamo spunti.
La nostra preoccupazione, però, è che non venga percepito il rischio che Roma perda irrimediabilmente posizioni nella gerarchia competitiva che classificherà le città nel prossimo futuro definendone il ruolo e l’importanza nello scenario globale. Le grandi città svolgeranno un ruolo guida a livello mondiale e dovranno coniugare le esigenze di crescita con la capacità di governare i grandi temi della sostenibilità. Prendiamo ad esempio il tema attualissimo dei rifiuti: è impensabile per una città come Roma parlarne senza inserirlo in una progettualità nell’ambito dell’economia circolare utilizzando tutte le tecnologie ad essa riferite.
Occorre alzare lo sguardo senza pregiudizi ideologici, perché una grande città non può vivere di espedienti stagionali, ma deve interrogarsi maggiormente su come dimensionare e innovare reti e servizi per il prossimo secolo in base a come cambierà il clima e a come crescerà la sua popolazione.
Per questo, “Roma Futura 2030-2050” è stato costruito intorno al messaggio di Roma “Città più bella del mondo” puntando a un’idea assoluta e complessiva di bellezza a cui collegare un sistema di servizi e di infrastrutture adeguato ai migliori standard delle grandi città cosmopolite.
Non un cliché, ma una missione ispirata da una visione alta e portata avanti con progettualità rigorose, guidata da una politica avveduta e condivisa da un ceto dirigente illuminato. Così Unindustria immagina di far tornare Roma Caput Mundi.