Rettifica e risposta

Email del 01.02.2019
Oggetto: Rettifica a un vostro articolo
Alla cortese attenzione del direttore
Gentile Roberto,
le scrivo in relazione all’editoriale “Poteri forti a confronto. Opus Dei e Massoneria” (https://www.dimensioneinformazione.com/poteri-forti-a-confronto-opus-dei-e-massoneria-roberto-serrentino/).
Scopo dell’editoriale sembra quello di creare (più che mostrare) similitudini tra Massoneria e Opus Dei. Per fare questo lei cita alcuni membri della massoneria che sostengono che ci siano alcune similitudini ma non domanda a membri dell’Opus Dei se ce ne siano in senso inverso (o non ne cita). Questo perché qualunque membro dell’Opera le risponderebbe che non c’è alcuna similitudine possibile, se non quella di essere un insieme di persone; credo che le similitudini finiscano qui. Scopi, finalità, motivi di esistenza, spirito, visione del mondo, ecc., sono totalmente incompatibili.
Non ci sono, concretamente, elementi comuni tra Opus Dei e Massoneria: né negli statuti né nelle parole delle due persone intervistate. Anche il fatto che l’Opus Dei faccia parte della Chiesa Cattolica e la Massoneria sia esplicitamente contraria al cristianesimo dovrebbe far pensare.
Il punto più strano delle similitudini trovate è questo: “Sia nella Massoneria che nell’Opus Dei si opera una netta distinzione tra coloro che stanno dentro e coloro che stanno fuori”. Mi sembra che distinguere nettamente tra chi è dentro o fuori sia proprio di ogni istituzione, associazione culturale, associazione di volontariato, club, circolo ricreativo, movimento religioso, movimento politico, congregazione, azienda, luogo di lavoro, fan club, tifo organizzato e l’elenco potrebbe andare all’infinito perché includerebbe qualunque conglomerato umano: dalla famiglia, al condominio passando per nazioni e organismi sovranazionali.
Per quanto riguarda il prof. Paolo Arullani, il modo in cui ci si  riferisce a lui non è corretto, né sostanzialmente né formalmente. Arullani è un membro dell’Opus Dei ma non ha nessun ruolo gerarchico all’interno della prelatura. Non esiste una “carriera” interna all’Opus Dei, perché non ci sono posizioni da raggiungere. I risultati professionali che ha raggiunto nella sua vita sono frutto del suo impegno e del suo talento e non di una affiliazione o della spinta di qualche gruppo.
Come può vedere sul nostro sito e come dice anche il prof. Arullani nell’intervista, fanno parte dell’Opus Dei persone provenienti di tutto il mondo e di tutte le estrazioni sociali: meccanici, parrucchieri, infermiere, poliziotte, avvocati, insegnanti.
“Nel suo articolo lei si chiede, e chiede al lettore: Resta quindi brutalmente da domandarsi: Opus Dei e Massoneria, muovendo da presupposti opposti, condividono comunque la strumentalità e/o la finalità di introdurre i propri associati nelle alte cariche dello Stato, ai vertici dei grandi gruppi industriali e, più in generale, nei gangli vitali delle istituzioni del nostro Paese?”
La risposta a questa domanda “brutale”, come lei la definisce, per quanto riguarda l’Opus Dei è un brutale “no, in nessun modo”. Scopo dell’Opus Dei è ricordare la chiamata alla santità, non quello che lei descrive nella sua domanda.

Cordialmente
Raffaele Buscemi
Direttore Ufficio Comunicazione Opus Dei in Italia

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Preg.mo Raffaele,
rispondo alla sua del 1 febbraio u.s., avente ad oggetto “Rettifica a un vostro articolo”.
Il fatto che lei ritenga che “scopo dell’articolo sembra quello di creare (più che mostrare) similitudini tra Massoneria e Opus Dei”, rientra nell’alveo delle sue valutazioni, che posso dirle francamente essere di segno opposto rispetto a quanto riferitomi da altri lettori appartenenti al mondo cattolico.
Per quanto concerne, poi, il tema delle “similitudini”, è stato fedelmente riportato il passaggio all’interno di una pubblicazione.
Passando al Prof. Paolo Arullani, nell’articolo non c’è alcun riferimento, né diretto, né indiretto a quanto motu proprio lei scrive e cioè che “I risultati professionali che ha raggiunto (ndr il Prof. Arullani) nella sua vita sono frutto del suo impegno e del suo talento e non di una affiliazione o della spinta di qualche gruppo”, cosa peraltro mai messa in discussione.
Mi fa comunque piacere concludere come nella sua rettifica nulla abbia avuto da obiettare sull’Opus Dei annoverato tra i poteri forti…focus dell’articolo!

Cordiali saluti
Roberto Serrentino
Direttore