Perché Dimensione Informazione

Perché l’ennesima rivista. Perché chiamarla Dimensione Informazione. Perché online. Domande legittime alla luce della proliferazione di quotidiani e periodici omnicomprensivi di notizie, commenti, pubblicità, oroscopi, meteo, foto, proclami e quant’altro.

L’interesse per una nuova rivista muove dall’esigenza di costituire un sito dove esponenti della società civile, impegnati nei campi più diversi, possano esprimersi liberamente, con proprie proposte e critiche, senza alcun obbligo di rispondere ad una precisa linea editoriale, ovvero condizionamenti di ordine politico-ambientale. Le parole ispiratrici di questo progetto sono civiltà e libertà. Chi scrive, o rilascia interviste deve sentirsi libero di far conoscere il proprio pensiero, quale contributo critico-propositivo per una società profondamente migliorabile.

Dimensione Informazione è una rivista indipendente, senza scopo di lucro, del tutto autofinanziata e non dà spazio a pubblicità, così da essere ulteriormente scevra da qualsivoglia condizionamento.

Perché il nome Dimensione Informazione. Vogliamo dare una nuova dimensione all’informazione attraverso il contributo di chi non è giornalista di professione, comunque impegnato nelle aziende, nelle istituzioni, nelle università, nelle professioni. Opinionisti e intellettuali, economisti e politici, accademici, imprenditori e manager, rappresentanti delle istituzioni sono chiamati su questo sito a dare vita e contribuire al dibattito sui temi di maggiore interesse pubblico.

Quindi Dimensione Informazione, perché l’informazione possa partire da chi conosce bene ambiti e dimensioni della propria operatività lavorativa per essere puntuale e concreta anche nelle analisi critiche e nelle proposte.

Perché una rivista online. La carta stampata è destinata ad essere superata e poi oggi tutto viaggia in rete. Le informazioni e le idee corrono più velocemente sul web e sono di più facile e capillare acquisizione.

È un progetto editoriale che nasce da chi è impegnato quotidianamente nell’affrontare problemi di interesse collettivo con l’ambizione di voler avere voce nel dibattito pubblico. Ci rivolgiamo a lettori giovani e meno giovani, sapendo che vogliamo coinvolgere non tanto professionisti del giornalismo, ma tecnici e operatori nei settori più importanti e vitali della nostra società, che vedano la nostra rivista come un’opportunità di espressione.

Questa sfida, la nostra sfida, vorremmo che diventasse anche la vostra sfida per una libertà di espressione e di informazione da parte di chi vuole non solo un giornalismo di professione, ma anche professionisti e tecnici impegnati nel sociale che del buon giornalismo facciano strumento per la divulgazione di idee e progetti.