MBDA Italia, un’eccellenza della difesa italiana

Intervista a Lorenzo Mariani, Amministratore Delegato di MBDA Italia

Attiva nella collaborazione europea in campo missilistico con Leonardo in partnership con Airbus (Francia, Germania, Spagna) e BAe Systems (Regno Unito), MBDA Italia è un fornitore chiave delle FF.AA. nazionali. Rientra nel perimetro delle aziende strategiche soggette alla golden power da parte del governo ed assicura la tutela delle competenze nazionali nel settore dei sistemi missilistici complessi, operando in tutti i principali programmi nazionali e di collaborazione internazionale, dall’Eurofighter Typhoon al futuro caccia di nuova generazione Tempest per l’Aeronautica Militare Italiana, dalle Fregate Orizzonte alle FREMM ed alle nuove costruzioni per la Marina Militare Italiana, dal sistema di difesa missilistico SAMP/T per l’Esercito al futuro sistema europeo integrato con capacità anti-missile balistico Twister.
L’Amministratore Delegato di MBDA Italia, Lorenzo Mariani (foto), ci fa conoscere questa eccellenza, che a livello di gruppo ha una dimensione prossima ai 4 miliardi di euro, mentre la sola MBDA Italia vanta un fatturato che nel triennio 2020-2022 si prevede intorno ai 600 milioni annui medi.
Considerate le risorse umane qualificate ed abilitate ad operare in settori altamente tecnologici ed in contesti internazionali, spiega Lorenzo Mariani “le competenze professionali in MBDA Italia sono uniche nel Paese e presenti con specifiche peculiarità nei tre siti di La Spezia, Roma e Fusaro: oltre 1.500 persone che, complessivamente, costituiscono un unicum nel patrimonio industriale e tecnologico dell’Italia. Dal momento della costituzione nel 2001, MBDA nella sua componente Italiana ha raddoppiato i numeri degli addetti, nonostante l’andamento degli investimenti nel settore Difesa sia stato discontinuo e a tratti insufficiente. Il piano attuale di investimenti della Difesa prevede l’avvio di nuovi programmi ed il sostegno ai programmi in corso, che, se rispettato nella sua tempistica, consentirebbe di incrementare ulteriormente e in modo consistente il numero di addetti nei siti Italiani, già dal prossimo quinquennio.
Peraltro, MBDA Italia, che può dirsi punto di riferimento della filiera industriale formata da un’importante rete di PMI (sub)fornitrici, contribuisce al sistema della ricerca e dell’innovazione nel Paese e, in definitiva, al sostegno del posizionamento geopolitico italiano nel contesto internazionale.”
Quindi, un successo anche per quanto concerne il mantenimento dei livelli occupazionali, fatto raro nel panorama delle aziende italiane, considerati i nefasti effetti sull’economia causati dal perdurare della crisi pandemica. Lorenzo Mariani ne parla con una punta di orgoglio: “Il settore dei Sistemi Missilistici, come del resto molte altre aree dell’industria della difesa, ha un forte impatto in termini occupazionali, coinvolgendo in media oltre 2 addetti nelle subforniture per ogni addetto interno. Nel caso di MBDA queste PMI sono concentrate principalmente nelle regioni Lazio, Campania e Liguria, ma la presenza si estende a molte altre aree del territorio nazionale. Nessun dipendente è stato licenziato, né posto in cassa integrazione, a conferma che il settore ha retto, anzi dovrebbe essere maggiormente sorretto istituzionalmente, proprio perché garantisce resistenza e opportunità. L’emergenza legata alla pandemia COVID ci ha visto affrontare un diverso modo di lavorare, con l’utilizzo dello smart working in maniera estesa in tutti gli stabilimenti industriali, sempre mantenendo le attività ed i presidi necessari per la conduzione del business e la consegna dei beni e servizi ai clienti italiani ed esteri. Il mix di competenze manageriali e tecniche sta consentendo di superare in modo brillante il periodo emergenziale, generando ottimismo per i risultati sia del 2020 che del prossimo 2021.”
Ma MBDA Italia ha anche una forte presenza internazionale con i suoi presidi, le alleanze strategiche e i prodotti. “Le attività destinate all’export” – commenta Lorenzo Mariani – “sono regolate da un rigoroso quadro normativo nazionale ed europeo e rivestono per MBDA Italia un rilievo strategico. La collocazione nell’ambito di un gruppo internazionale, ha consentito all’azienda di ricoprire un ruolo importante nelle dinamiche di adeguamento del sistema e di regolazione delle esportazioni rispetto agli standard internazionali.
Oggi MBDA come Gruppo presidia diverse decine di mercati internazionali attraverso una capillare struttura commerciale e di sviluppo business, che privilegia accordi di collaborazione internazionale, in genere basati su relazioni G2G con una delle Nazioni “madri” del Gruppo: UK, Francia, Italia, Germania. Anche la presenza della componente italiana è ben radicata in Qatar, Egitto, Algeria, Kuwait, Pakistan, nell’Asia Centrale ed in Estremo Oriente.
Queste attività complementari e coordinate sul mercato domestico e sui mercati dell’esportazione” – conclude Lorenzo Mariani – “permettono ad MBDA Italia di esercitare un ruolo determinante e fornire un contributo potenzialmente visibile e di sostanza al recupero post-emergenza COVID, in termini di PIL e di occupazione nel nostro Paese. La Programmazione Pluriennale recentemente presentata dal Ministro della Difesa, contiene un Piano che riconosce l’importanza del settore missilistico, sostenendo di fatto tutti i programmi chiave per le FF.AA. in cui MBDA è coinvolta. La disponibilità dei relativi fondi nel quinquennio 2021-2025 dovrebbe permettere a MBDA Italia di implementare una solida crescita in termini sia di fatturato che occupazionale.”
In ultima analisi, una realtà, quella di MBDA Italia, che si distingue nel panorama tristemente noto delle aziende in crisi, determinato dal default pandemico con tutte le sue derivazioni socio-economiche. Quando abbiamo strategie, progettualità e lungimiranza, come rappresentate e portate avanti da Lorenzo Mariani, non si fa solo il bene di un’azienda con la creazione di nuovi prodotti, l’implementazione dei servizi e l’acquisizione di ulteriori quote di mercato, ma dell’intero sistema Paese, contribuendo a mantenere vivo e all’avanguardia un settore strategico per la sicurezza nazionale, a conservare i livelli occupazionali, aspetto raro nei periodi di crisi diffusa e, non ultimo, a partecipare apprezzabilmente all’incremento del PIL.