Intervista a Roberto Gualtieri

Intervista a Roberto Gualtieri, candidato a sindaco di Roma

Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia e delle Finanze nel Governo Conte II, oggi candidato sindaco di Roma. L’esperienza maturata nella sua lunga carriera politica, anche come eurodeputato e ministro di uno dei più importanti dicasteri, la pone in una posizione di sicuro vantaggio in termini di competenza, autorevolezza e percezione per reale affidabilità, rispetto ai suoi competitors nella corsa al Campidoglio. Come pensa di sfruttare questo importante bagaglio esperenziale a beneficio della città di Roma?
Fare il sindaco di Roma significa occupare una posizione di grandissimo rilievo nel panorama politico del Paese. Sarà utile sia la mia esperienza decennale in Europa, anche come presidente della Commissione Economia, sia l’esperienza da ministro dell’Economia. Una grande città, una capitale, si governa anche con la collaborazione con le istituzioni. Da ministro sentivo spesso i sindaci di Milano, di Torino, di Bologna. Mai invece mi ha chiamato Virginia Raggi, dal Campidoglio. In campagna elettorale ho già dimostrato come può funzionare questa collaborazione quando ho chiesto al ministro Giovannini il commissariamento delle 4 linee per le quali avremmo altrimenti perso il finanziamento: Termini-Vaticano-Aurelio, viale Palmiro Togliatti (Metro Subaugusta-Metro Ponte Mammolo), Piazzale Verano-Piazzale Stazione Tiburtina, Roma Termini-Giardinetti-Tor Vergata.

Il primo confronto tra i principali candidati a sindaco di Roma è risultato piuttosto vivace, per non dire litigioso, al punto che uno di loro, Enrico Michetti, ha abbandonato lincontro. Ugualmente Michetti ha lasciato, senza parlare, l’incontro organizzato da Fit-Cisl. Comportamenti isolati di chi ha difficoltà a misurarsi non avendo esperienza politica, o è l’evidenza che il confronto dialettico sui temi concreti sarà comunque aspro fino al voto e non alla portata di tutti i candidati?
Quel giorno, alla casa dell’Architettura, si stava svolgendo un primo serrato confronto fra i 4 candidati. Nessuna rissa, nessun insulto. È risultato evidente che Michetti non è abituato al confronto politico e al contraddittorio. Anche il secondo confronto convocato alla festa del Fatto, all’inizio di settembre, Michetti lo ha disertato. E Calenda anche. Vedremo cosa accadrà nell’ultimo tratto della campagna elettorale, che di certo sarà una sfida per tutti e quattro sul piano della competenza, dell’analisi dei problemi, della proposizione delle soluzioni e della capacità di convincere gli elettori sulla propria determinazione a risolverli.

Cosa vorrebbe dire a Carlo Calenda che, eletto eurodeputato con i voti del PD, si è rifiutato di partecipare alle primarie ed oggi è un suo avversario nella corsa al Campidoglio, potendo attingere voti dal suo stesso bacino elettorale?
Calenda è stato invitato ripetutamente a misurarsi nelle primarie del centrosinistra. Ha rifiutato, ha voluto continuare la sua corsa solitaria. Il suo argomento è la lontananza dal Movimento 5 stelle, con il quale invece il Pd era al governo. Ma a Roma Pd e Movimento 5 stelle sono su due fronti opposti, proprio in seguito al giudizio nettamente negativo sull’amministrazione Raggi!

Il Pd ha supportato il sindaco Virginia Raggi in unalleanza con i 5 Stelle per il governo di Roma. Può spiegare cosa potrebbe fare il Pd, in più e di diverso, in una futura alleanza di governo della Capitale che andrebbe eventualmente a riproporsi con i 5 Stelle, ma con Gualtieri sindaco?
Il Pd non ha supportato Raggi a Roma. La nostra proposta di governo per la capitale è basata su un’ampia coalizione che si è confrontata alle Primarie e ora si muove unita per vincere le elezioni. Una coalizione che va dal Pd ai socialisti, ai verdi, ai democratici solidali, alla sinistra di movimento e dei partiti, alla lista civica formata da professionisti e imprenditori. Abbiamo scritto e firmato un programma tutti insieme che risponde a tutte le esigenze della città.

Domanda di rito per un eventuale riscontro il prossimo mese di gennaio. Cosa farebbe nei primi 100 giorni da sindaco?
I primi provvedimenti riguarderanno la governance del Comune. Daremo ai Municipi maggiore autonomia sui servizi di prossimità: educativi, sociali, culturali, sportivi, ricreativi, sul verde, sulla pulizia, sugli sportelli per i cittadini e per i commercianti. Con quelle modifiche potremo affrontare meglio anche i problemi più urgenti. Ci sono già pronte 23 delibere sui trasporti e i provvedimenti straordinari per ripulire la città e restituire alle romane e ai romani il decoro in cui vivere. 

Molti sostengono che Roma sia una città talmente problematica da rasentare lingovernabilità da parte di qualunque sindaco, espressione di qualsivoglia coalizione politica. Le criticità sono note, dallambiente allo smaltimento rifiuti, dalla viabilità ai parcheggi, dalla metropolitana agli ascensori, alle scalemobili, ecc. Quali interventi concreti nel suo programma?
Roma non è ingovernabile. È stata solo governata male negli ultimi anni, dalle giunte Alemanno e Raggi. Abbiamo scritto un programma di 140 pagine con centinaia di esperti e con l’aiuto e l’ascolto di molte associazioni, comitati, cittadini. Avremo anche a disposizione i fondi del Pnrr, che ci permetteranno di trasformare in realtà i nostri progetti. Ci prenderemo cura del verde, incrementeremo il trasporto pubblico, ripuliremo la città e avvieremo il ciclo dei rifiuti per trasformare quello che oggi è un costo in una risorsa. Abbiamo proposto la città dei 15 minuti: in ogni quartiere tutti i servizi essenziali dovranno essere a portata di mano. Ma occorre anche una visione generale per riportare Roma al suo posto in Europa e nel mondo. Roma deve tornare ad attrarre investimenti e ricercatori di talento, deve consolidare la sua vocazione per l’audiovisivo e il mondo della creatività. 

Avere Zingaretti Presidente della Regione Lazio e lei sindaco di Roma, potrebbe costituire un plus per raggiungere migliori risultati nel governo della Capitale?
Assolutamente sì. Il continuo scontro della giunta Raggi con la Regione ha portato soltanto al blocco di ogni iniziativa. Noi lavoreremo insieme per il bene di Roma e questo porterà ad enormi vantaggi, a partire dalla crisi dei rifiuti. 

Un messaggio concreto, non propagandistico ai suoi elettori, agli indecisi e a chi non la voterebbe.
Roma ha bisogno di una rinascita, di tornare al suo ruolo di grande capitale europea. Abbiamo un programma con tre obiettivi di fondo: efficienza dei servizi, crescita e creazione di lavoro, uguaglianza. Accanto a me ci saranno persone competenti, motivate e appassionate di Roma. Ma chiameremo tutti a combattere la rassegnazione di questi anni e a lavorare per riconquistare l’orgoglio di sentirsi romane e romani.