Il mio impegno per l’Europa

Sono un medico cattolico con un’esperienza da amministratore locale alle spalle e intendo sostenere la famiglia e la persona, difendere il Made in Italy e garantire l’autonomia locale agli Stati membri della UE. Sono questi i temi sui quali intendo lavorare in Europa.
Firmando il manifesto valoriale del Family Day, mi sono assunta la responsabilità di lavorare a programmi che difendano la vita, la famiglia e l’antropologia umana. Il Parlamento Europeo negli ultimi anni è stato il simbolo di politiche anarchiche, nichilistiche e individualiste, che hanno riconosciuto nel “Mercato” l’unica forma di Giustizia sociale possibile. Per questo motivo sono convinta che occorra ritornare ai principi che ispirarono i padri fondatori, dando forza a quelle radici giudaico-cristiane che dettero vita all’Europa. Ritengo che il Vecchio Continente debba ritornare a quel modello valoriale, l’unico che può dare autenticità all’Europa delle nazioni e dei popoli.
Dalla famiglia all’impresa il passo è breve. Il Nostro Paese si fonda sulla piccola e media impresa e sulla capacità di produrre nel segno dell’eccellenza e della qualità. Mi impegnerò per questo a tutelare il Made in Italy. La contraffazione di prodotti italiani ci costa ogni anno 54 miliardi di euro. Difendere i nostri prodotti e i nostri produttori significa tutelare il territorio, l’artigianato e l’ambiente. Per fare ciò il nuovo Parlamento europeo non potrà non puntare sulla leadership ambientale internazionale, se vorrà costruire una identità chiara e universalmente riconosciuta. Il Vecchio Continente deve riprendere in mano il proprio ruolo guida sul tema del rapporto con l’ambiente, dimostrando in questo campo capacità di regolamentare e armonizzare, nel segno della ricerca e della sostenibilità, dimostrando di saper creare filiere produttive di eccellenza che non distruggano le risorse a disposizione. Un altro settore strategico da valorizzare è l’agroalimentare, che da noi è sinonimo di cultura e lavoro. Urge semplificare l’accesso ai fondi europei per le imprese che operano in questo settore. La ricetta? Regole chiare, più trasparenza e meno burocrazia.
Terzo e ultimo punto (non per importanza) da affrontare è quello legato all’autonomia dei governi. Noi, come Lega, pensiamo sia indispensabile ridare maggiore sovranità agli Stati membri. Per questo bisogna superare le rigidità imposte dal cosiddetto Fiscal Compact ed eliminare l’obbligo del pareggio strutturale di bilancio. Va seguita la strada della cosiddetta Golden Rule, fondata su una visione che consideri la possibilità di escludere dal calcolo del deficit gli investimenti per lo sviluppo del capitale umano. Gli investimenti a sostegno della natalità e della famiglia, fondamentali per contrastare il declino demografico non possono essere considerati “deficit”. Ogni Paese deve avere l’autonomia decisionale per poter applicare il proprio modello di politica economica, nel segno della flessibilità. Noi, come ha più volte sottolineato il nostro leader Matteo Salvini, abbiamo intenzione di portare a Bruxelles e a Strasburgo, nei palazzi dei burocrati europei, il cambiamento dimostrato nel nostro Paese, mettendo al primo posto gli italiani, i diritti, le regole e il buon senso. E questo sarà possibile solo se riusciremo a dar vita alla sovranità, opponendoci a qualsiasi politica volta a creare un Super-Stato.
Per fare ciò sarà indispensabile dare spazio alla libera espressione di parola e pensiero, soprattutto sulla Rete, unitamente ad un primato della cultura e allo sviluppo della conoscenza politica del cittadino.