Frasi d’autore

Nicola Saracino

Si ha notizia di una singolare richiesta di archiviazione che la procura della Repubblica di Milano ha avanzato per chiudere un’inchiesta su uno dei tanti concorsi universitari cd. “truccati”.
Quale che fosse la fattispecie in concreto presa in considerazione (abuso d’ufficio, associazione per delinquere, corruzione o altro), il sostituto procuratore Luca Poniz (già presidente dell’ANM nell’epoca dell’esplosione del Palamara-gate) ha messo nero su bianco che, a suo avviso, non fossero ravvisabili reati nella condotta dei commissari di concorso i quali, anziché valutare oggettivamente i titoli dei candidati, ne privilegiassero l’appartenenza a questa o a quella cordata capeggiata dal “barone” di turno.
Si, perché secondo l’ex presidente dell’ANM è disdicevole, ma legale, farsi gioco delle aspirazioni dei candidati ad un concorso (qualsiasi concorso, a questo punto) sull’altare della “cooptazione”, vale a dire dell’arbitrio non sindacabile di chi ha il potere di favorire il destino del proprio adepto.
Nulla di scandaloso secondo l’ufficio dell’accusa milanese, il posto arriverà per tutti, basta aspettare il proprio turno.
Vede, dott. Poniz, la sua idea di rendere, oltre che legale, nemmeno disdicevole (come potrebbe esserlo se legalizzato?) un sistema che tradisce, oltre le aspirazioni dei candidati, fondamentali valori sui quali si basa la Costituzione, appare essa stessa molto disdicevole.


Stefano Fassina

Siamo ad un cambio di stagione. È l’analisi che argomento nel mio ultimo libro “Il mestiere della Sinistra nel ritorno della Politica”. Il segno della stagione arrivata è la de-globalizzazione e le domande di protezione sociale e di protezione identitaria.
Esperienze interessanti emergono fuori dai confini della famiglia socialista europea e si affermano da noi, con il M5S guidato da Giuseppe Conte, più compiutamente che in altre nazioni europee (ad esempio in Francia con la France Insoumise di Jean Luc Melenchon, in Spagna con Podemos.
A tal fine, abbiamo avviato un coordinamento tra donne e uomini della politica, della rappresentanza sociale, della cittadinanza attiva e della cultura: “Coordinamento 2050. Civico, ecologista e di sinistra”. L’obiettivo è strutturare una rete nazionale e territoriale che, con autonomia politica ed organizzativa, ma senza velleità di fondare l’ennesimo partitino, si relazioni con il M5S e lavori alla costruzione delle condizioni per un rigenerato e credibile polo progressista, adeguato alle sfide per il governo di Comuni, Regioni e dell’Italia.


Carlo Fusi

L’obiettivo della sperimentazione (“Educare a pensare”) è per molti versi il core business di tutte le iniziative della Fondazione: l’umanesimo digitale è il traguardo finale di un percorso che si nutre di tante tappe, grani di un rosario per consentire di dotare tutti, e in particolare le giovani generazioni, degli strumenti indispensabili per progettare il proprio futuro. Proprio perché la formazione educativa è fondamentale, il liceo digitale è stato un campo d’azione prioritario, realizzato attraverso l’accordo con il ministero della Pubblica istruzione con Leonardo Spa e con la Fondazione.
Ma il liceo digitale è solo una delle strade che la Fondazione percorre per dare risposte ai bisogni dei cittadini e stimolare la consapevolezza che l’avanzamento tecnologico determina. Tre sono infatti i filoni di lavoro identificati come Civiltà dello Spazio, Civiltà del Mare e Civiltà della Terra.


Fabrizio Criscuolo

Coloro che hanno alimentato la polemica di cui si discorre sembrano non avvertire la gravità delle conseguenze che il rifiuto del merito reca con sé sul piano della funzione che il sistema dell’istruzione assume nell’ambito delle istituzioni di un Paese.
In un saggio di qualche anno fa, un grande intellettuale francese affermava che la scuola deve anzitutto fornire allo studente lo strumento per cogliere il primato determinante della lingua nel definire e sostenere “il destino de la nation” e concludeva che in Francia esiste una “continuità diretta tra scuola e nazione”. Purtroppo, con l’insensata polemica sul merito, parte della nostra classe politica ha mostrato ancora una volta le proprie profonde ed insanabili contraddizioni e la più assoluta inettitudine a percepire e valorizzare questi irrefutabili nessi di continuità.


Andrea Ferretti

Tutti gli osservatori prevedono una crescita molto modesta del nostro PIL nel prossimo anno compresa tra lo 0,1% di Prometeia e lo 0,3% di Banca d’Italia. Esistono poi previsioni eccessivamente pessimistiche come quelle di Moody’s, che arriva ad ipotizzare un PIL 2023 a -1,4% e previsioni più confortanti come quelle di Gregorio De Felice, capo economista di Intesa. De Felice prevede che, dopo una breve recessione tecnica, si assisterà ad una ripartenza già nella seconda parte del 2023 grazie agli investimenti del PNRR ed alla grande vitalità delle nostre PMI, cui si deve ben il 50% dell’export manifatturiero. Dunque, tirando le somme, nel 2023 potremmo dover convivere con un periodo di stagnazione, ma non necessariamente con uno scenario di profonda recessione come temuto da più parti. Ciò che invece è sicuro è che i prossimi periodi, più o meno bui, saranno comunque dominati dalla “grande incertezza” derivante dall’evoluzione dell’emergenza energetica.
Il futuro delle nostre PMI appare legato a doppio filo a ciò che succederà su questo fronte. E qui il problema nasce dal fatto che l’Europa appare del tutto incapace di trovare un accordo su quella che potrebbe essere la vera risposta strutturale a questa emergenza: un tetto europeo al prezzo del gas.


Giorgio Aldo Maccaroni

Al rischio per i nostri figli di imbattersi sulla rete in contenuti non adatti si sono aggiunti altri pericoli. Pensiamo al cosiddetto cyberbullismo, che è diventato un fenomeno sempre più dilagante, al punto purtroppo da spingere alcuni adolescenti a compiere atti estremi e terribili quali il suicidio. Si è cercato e si sta ancora cercando di correre ai ripari, anche per combattere questi ultimi fenomeni, ovviamente non senza difficoltà.
Si sono messi in atto diversi strumenti, fra cui la legge “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, entrata in vigore il 18 giugno del 2017 e, a riguardo, il 7 febbraio del 2017 è stata persino istituita la Giornata Mondiale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, che vede protagoniste le scuole e le istituzioni italiane.
Ma al di là di qualunque legge o strumento, si era capito già molti anni prima e ancora adesso si deve comprendere che la parte più importante, oltre naturalmente le scuole, la facciamo noi genitori, che siamo gli unici a poter controllare e ad intervenire per evitare che i nostri figli possano andare incontro a danni molto rilevanti. Ricordiamo sempre però che un controllo efficace va sempre affiancato ad un dialogo costruttivo, altrimenti avremo perso la partita più importante della nostra vita.


Incontri a San Pio X “Tra spirito e realtà: l’uomo a servizio della collettività”

Con questa iniziativa viene dato il via al Progetto Persona, nato quale scuola di formazione sui valori della dottrina sociale della Chiesa per “aiutare i giovani a pensare e a sognare e per comprendere insieme i valori cristiani”, come detto da Don Andrea Celli in apertura dei lavori.
Oltre trecento le presenze nel nuovo Auditorium della parrocchia di San Pio X, inaugurato ad ottobre 2022 nel quartiere Balduina in Roma e, fra queste, molti volti noti del mondo della politica e delle istituzioni.
Muovendo da presupposti diversi, i relatori si sono trovati in ultimo concordi sulla necessità di porre al centro la “persona”.
Fisichella, nella sua aulica e molto apprezzata dissertazione, dopo aver citato Tartulliano e Basilio, nonché il “De Trinitate” di Sant’Agostino, invitando all’importanza della pratica della “riflessione”, ha sottolineato come la “persona è mistero a se stessa”.
Amato si è soffermato poi sul movimento culturale dei primi del Novecento, detto “Personalismo”, sull’importanza del terzo settore quale “grande serbatoio di progetti e di vita” e, muovendo dalle sue esperienze maturate ricoprendo tra le più alte cariche istituzionali, ha concluso che “la persona viene prima dello Stato”.