Antonio Razzi, deluso dalla politica, nel ballo riscopro i valori

Ebbe tutto inizio nel 2006, quando fui candidato al Parlamento della Repubblica Italiana ed eletto grazie alle preferenze per Italia dei Valori nella Circoscrizione Estera (Europa).
Da qui si aprì una nuova missione per me, anche se, nella mia amata Svizzera, dove ho vissuto e lavorato per ben 41 anni, mi ero sempre interessato al sociale. Proprio così, perché per me la politica è occuparsi delle persone che ti hanno scelto e votato, dei loro problemi e delle difficoltà collettive e oggi credo di poter camminare a testa alta, per aver dato tutto me stesso per questi elettori, che ho rappresentato durante le mie tre legislature.
Ma la politica, purtroppo, dopo tanti anni di attività, non è così come viene vista dal di fuori. Spesso ricevo messaggi da parte di giovani, i quali mi chiedono incuriositi e attratti: “com’è essere un politico?”. Sicuramente ricevi belle soddisfazioni quando sei su un ponte e sai che tu hai contribuito a costruirlo, o quando porti in aula i problemi degli invisibili, dimenticati da tutti e invece tu gli dai voce e magari a volte riesci anche a trovare soluzioni per loro. Questo è quello che rispondo, anche se aggiungo che non è tutto oro ciò che luccica, perché a fronte di tante soddisfazioni, ci sono anche molte delusioni.
Una cosa che ho imparato in questi anni di attività politica è che i tuoi colleghi non sono i tuoi amici, ma non solo, anche i tuoi stessi “compagni” di partito non sono tuoi amici. Anzi, a volte è proprio il compagno di partito, di cui ti fidi di più, a pugnalarti alle spalle per tornaconto personale, ambizione, arrivismo e quant’altro di squallido possa esserci. Ho da sempre creduto nei rapporti personali e nell’amicizia e non sono mai venuto meno a principi di lealtà, perché non ho mai avuto il bisogno di sotterrare gli altri per far emergere me stesso. Io sono emerso da solo, con le mie forze. Il mondo della politica il più delle volte tende a dividere le persone e nel 2018 mi sono diviso dalla politica, non per mia scelta, ma per volontà del mio partito Forza Italia, che ha deciso di non candidarmi, senza neanche avvisarmi, senza considerare i tanti anni di impegno politico, la presentazione di proposte di legge, emendamenti, ecc. Non ho ricevuto nessuna spiegazione, nessuno ha avuto garbo e coraggio di dirmi qualcosa. Ed è proprio qui che ho avuto conferma che rispetto e amicizia in politica non esistono. Ho sentito colleghi del mio stesso partito, che prima fingevano affiatamento e condivisione, dire: “finalmente ci siamo liberati di Razzi”. E sono proprio questi gesti, le falsità, le incongruenze, che contribuiscono alla decadenza totale di un partito come Forza Italia. Quando all’interno di un partito ci sono persone che operano solo per mettersi in luce, emergere, affossando i propri compagni di “squadra”, non lottando per il “bene della squadra”, il partito è destinato al declino, fino a sparire del tutto con il passare del tempo. E il continuo calo di consensi per Forza Italia ne è la prova.
Comunque la vita mi ha dato ragione, perché l’arroganza e la mancanza di rispetto sono state punite e, senza fare nomi, è stata resa la pariglia a chi si è comportato politicamente in maniera vile e scorretta, per cui è proprio il caso di dire “Dio vede e provvede”!
La vita, appunto, riserva delle sorprese incredibili e così, dopo un periodo buio di delusioni, umiliato da persone a cui avevo dato fiducia, nel 2019 vengo contattato dalla trasmissione “Ballando Con Le Stelle” e mi si chiede di partecipare come concorrente al programma. Non ho esitato ad accettare e proprio grazie al programma sono rinato. Sono stato assegnato alla ballerina Ornella Boccafoschi, lei all’inizio era un po’ timorosa per avere a che fare con un politico e non posso darle torto, considerata la modesta qualità della categoria, ma quando ci siamo meglio conosciuti, ha capito come esistano pure delle eccezioni.
Nel 2020 ancora una sorpresa inaspettata: vengo ricontattato dalla stessa trasmissione, ma questa volta invitato a ricoprire il ruolo di “Tribuno del popolo”.
Ebbene sì, ho vissuto da politico e da uomo di spettacolo, ma, mentre la politica divide perché in troppi aspirano al potere personale, incuranti del bene comune, il ballo accomuna e unisce, non solo due corpi, ma anche i rapporti tra le persone per renderli speciali e veri.
Cari ragazzi di oggi, ma adulti di domani, attenzione a chi dare fiducia. Nella politica non esistono valori di rispetto e amicizia, non tutti sono vostri amici realmente, ma gli amici veri li riconoscerete, magari in altri campi, su palcoscenici diversi e inattesi, quando con spontaneità, serenità e senza nulla chiedere in cambio, resteranno vicino a voi anche nei momenti difficili, così come lo sono stati per me gli amici di Ballando Con Le Stelle, in primis Milly Carlucci e la produzione Ballandi.