Senza scomodare gli anni ’80 e ’90, quando le livree della Formula 1 davano bella mostra dei segni distintivi delle più note case produttrici di sigarette, ovvero gli attori mostravano con naturalezza in film e spot pubblicitari l’inseparabile “compagna” di vita, ci troviamo oggi, dopo vari decenni, ad affrontare ancora una volta il tema di come addivenire alla tanto agognata affrancazione dal fumo, nella considerazione che, pur alla luce di quanto finora realizzato, il tabacco viene a mietere ogni anno oltre 8 milioni di vittime.
I numeri parlano chiaro: solo nel nostro Paese i costi, diretti e indiretti, delle malattie legate al fumo si attestano annualmente intorno ai 25 miliardi di euro, e i prodotti a base di tabacco rappresentano la causa di oltre 90.000 decessi, nonché l’origine di innumerevoli malattie (tumori alla gola, polmoni e pancreas, enfisema, patologie cardiovascolari, ecc.).
Anche le sigarette elettroniche (e-cig, svapo, vape, e-cigarette) e i prodotti a tabacco riscaldato, che negli ultimi anni hanno registrato un significativo incremento, dal 3,9% al 7,4%, e particolarmente diffuse tra i giovani, non costituiscono, come spesso enfatizzato, un’opportunità per separarsi dalla dipendenza dal fumo, bensì una pericolosa abitudine che le vede frequentemente accompagnarsi alla più tradizionale vecchia sigaretta.
Recenti studi hanno evidenziano come anche le sigarette elettroniche non possano ritenersi innocue, rappresentando invece la causa di evidenti e significativi rischi per la salute, tra questi una maggiore probabilità di sviluppare la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), ovvero una cronica e progressiva malattia respiratoria che irreversibilmente provoca l’istruzione delle vie aere.
In verità, molti sono stati gli strumenti posti in essere per scongiurare tale nociva dipendenza, come l’assoluto divieto, in tutta l’Unione Europea, di fare pubblicità, promozione e sponsorizzazione per i prodotti del tabacco, le e-cig e i prodotti correlati, nonché l’utilizzo di espliciti messaggi riportati sui pacchetti delle sigarette al fine di allertare al massimo il consumatore sulle possibili conseguenze connesse al fumo, sia questo diretto, che passivo.
Nella stessa direzione opera la recente Legge di Bilancio 2026, che ha pianificato un progressivo innalzamento delle accise su sigarette, sigari e tabaccotrinciato, da effettuarsi negli anni 2026, 2027 e 2028. In particolare, come indicato nella relazione tecnica alla Legge di Bilancio 2026, in riferimento alle sigarette, le misure introdotte verranno a produrre un aumento del prezzo medio di circa 15 centesimi di euro a pacchetto per il 2026, 25 centesimi a pacchetto per il 2027 e circa 40 centesimi a pacchetto a decorrere dal 2028.
Di tutta evidenza è, quindi, la strada battuta dal legislatore che, per disincentivare l’uso delle sigarette e, più in generale, di tutti i prodotti da fumo, ha deciso di far ricorso alla leva economica, che si auspica adeguatamente accompagnata da mirate politiche di prevenzione e disintossicazione.
Significativa, in tal senso, la posizione della Francia che, attraverso progressivi aumenti del prezzo delle sigarette, fino a raggiungere la ragguardevole soglia degli 11 euro a pacchetto, ha registrato una contrazione del numero dei fumatori di oltre due milioni.
Premesso che la strada per sconfiggere il tabagismo è ancora lunga, ed ogni nuova iniziativa costituisce un elemento in più per ridurre le vittime da dipendenza, interessante è la recente raccolta di firme lanciata da AIOM, Fondazione Veronesi, Fondazione AIRC e Fondazione AIOM allo scopo di aumentare sensibilmente, attraverso l’introduzione di un’accisa fissa di 5 euro, il prezzo del pacchetto di sigarette e di ogni altro prodotto da fumo.
Con un’iniziativa popolare, costituzionalmente garantita (art. 71) e supportata da una raccolta di 50.000 firme (https://5eurocontroilfumo.it/), è infatti possibile presentare al Parlamento un disegno legge, volto non solo a porre un ulteriore e fattivo ostacolo alla diffusione della nicotina, ma anche a sopperire agli ingenti costi che annualmente il Servizio Santario Nazionale sostiene per assistere e curare tutti coloro che rimangono vittime dei danni derivanti dal fumo.
Nella lotta contro le sigarette, sia queste tradizionali o elettroniche, non si può per alcun motivo abbassare la guardia, ciò soprattutto per il bene delle prossime generazioni. Solo attraverso una sempre più condivisa consapevolezza dei nocivi e, troppo spesso, incurabili effetti del fumo, si potrà uscire da questa dipendenza, che per troppi decenni è stata abilmente celata dai miliardari interessi economici.